PENA DI MORTE: MANCINO, “NO” ALL’INDIFFERENZA DEGLI ORGANISMI INTERNAZIONALI

“Riuscire a raggiungere in via definitiva l’obiettivo di cancellare dalla faccia della terra la pena capitale”. E’ questa, ha detto il presidente del Senato, Nicola Mancino, aprendo oggi ad Assisi la “Conferenza dei Parlamenti europei contro la pena di morte”, una delle “nuove sfide” che i Paesi dell’Unione europea sono chiamati a raccogliere. “In materia di diritti umani e, quindi, di pena di morte – ha proseguito Mancino – sarà sempre più difficile sostenere una sorta di indifferenza della comunità e degli organismi internazionali”. In risposta a chi teorizza che la pena di morte sia questione riservata alla sovranità nazionale, Mancino ha ricordato che “non vi è norma che possa essere approvata o applicata se non si leghi al sentimento popolare: e oggi il mondo sta sempre più respingendo il ricorso alla pena di morte”. In questo quadro, secondo il presidente del Senato, “le pronunce degli organismi internazionali rappresentano una indispensabile base giuridica per il coronamento di una grande battaglia di civiltà”. Mancino ha poi sottolineato che “le più recenti indagini statistiche confermano la scarsa efficacia deterrente della peena di mrte: e questo smentisce uno degli argomenti più diffusi portati a sostegno delle tesi non abolizioniste. Ma è sul piano elevato dei diritti della persona e della coerenza delle enunciazioni delle società democratiche che la contraddizione è più forte”. Il presidente del Senato ha concluso ricordando che dopo l’entrata in vigore del trattato di Amsterdam, l’Unione europea “ha assunto tra i suoi obiettivi anche quello di perseguire una politica coerente ed efficace nei confronti degli Stati terzi in materia di diritti umani”, in cui rientra anche l’importante batttaglia per l’abolizione della pena di morte. Secondo i dati Onu, più della metà dei Paesi del mondo ha ormai abolito la pena capitale, e la tendenza alla sua eliminazione è sempre crescente. ” “” “