“Si agisca, concretamente e in modo veloce, per una politica carceraria che punti al superamento delle condizioni che spesso rendono invivibili le giornate dei reclusi, prendendo seriamente in esame la possibilità di provvedimenti di clemenza ma ricordando nello stesso tempo che i disordini o le proteste aggressive da parte dei detenuti non aiutano in alcun modo ad affrontare questi problemi”. Questo l’appello rivolto dal card. Michele Giordano, arcivescovo di Napoli, ai detenuti, alla vigilia di due incontri con i carcerati, rispettivamente a Secondigliano e Poggioreale, in programma sabato e domenica prossimi. “La Chiesa di Napoli – si legge nella lettera – prega, in sintonia con il Pontefice, affinché la grande questione dell’umanizzazione delle strutture carcerarie sia in cima all’agenda degli interventi da realizzare, in Italia e altrove: se è giusto che si paghi il proprio debito verso la società è altrettanto necessario che la pena si sconti in condizioni che non offendano la dignità umana e che favoriscano, per tutti i reclusi, la possibilità di voltare pagina nella propria vita tagliando i ponti con il passato”. Rivolgendosi, poi, direttamente ai detenuti, il card. Giordano esclama: “Voi siete tra i protagonisti principali di questo Anno Santo. Ed il Giubileo, con il suo grande messaggio di speranza nel riscatto, nella rinascita interiore di ciascuno, supera le sbarre del carcere per rinnovare la chiamata personale alla conversione che Cristo fa a ciascuno di voi, volendo rendervi nel suo nome uomini nuovi”. L’arcivescovo di Napoli ricorda, infine, tutti coloro che operano nelle strutture carcerarie (agenti di polizia, cappellani, suore, volontari), augurandosi che “il difficile lavoro quotidiano nelle carceri possa svolgersi in un clima di serenità, di rispetto reciproco, di impegno per la promozione della dignità umana”. ” “” “