MEDICI CATTOLCI: NON ESISTE UN MONDO SENZA SOFFERENZA

Aborto, eutanasia, tortura, maltrattamenti ai bambini, mancato rispetto della dignità dei disabili mentali e psichici: questi i principali attentati ai diritti dell’uomo emersi nella seconda giornata dei lavori del XX Convegno internazionale dei medici cattolici in corso a Roma (fino al 7 luglio). Anche la medicina può esserne complice quando viene praticata nella falsa prospettiva “di realizzare un mondo senza sofferenza”, ma anche “senza compassione, misericordia, solidarietà”. Lo ha detto Eberhard Schochenhoff, docente di teologia all’Università di Friburgo, citando “lo sviluppo della ricerca sugli embrioni e le nuove tecniche di fecondazione assistita” dominate da “puro pragmatismo”. Bambini abbandonati, vittime di “sfruttamento e abusi sessuali indescrivibili” ed esclusi da ogni tipo di cura e prevenzione sanitaria: è la fotografia dell’Africa, dove vivono milioni di orfani dell’Aids e migliaia di piccole vittime delle mine, presentata dal segretario generale del Movimento internazionale per l’apostolato dei bambini, Romélie Diatta Gomis. Lucida e corredata da crude immagini l’analisi della tortura tracciata da Inge Genefeke, segretario generale del Consiglio internazionale di riabilitazione per le vittime della tortura con sede a Copenhagen. “Praticata in circa 100 Paesi – ha detto -, e sempre più raffinata, provoca spesso danni irreversibili sulla psiche delle vittime, con gravi ricadute anche sui legami familiari”. Conciliare il trattamento sanitario obbligatorio con il rispetto della libertà e dell’autonomia della persona è la “sfida che la malattia mentale costituisce per i medici” e per la quale, secondo Josep Ramos Montes, psichiatra di Barcellona, non può che valere come criterio di giudizio “il rapporto rischio-beneficio” che però, ammonisce, “non deve portare a dimenticare la dignità del paziente e a generalizzare sulla sua presunta ‘incapacità'”. (segue)