I temi della giustizia e la pace saranno assunti come priorità anche nell’azione dei religiosi agostiniani nel mondo. E’ questo lo scopo dell’incontro che si è aperto oggi a Roma (fino al 12 luglio), tra i delegati per la giustizia e la pace delle diverse province agostiniane (i religiosi dell’Ordine di Sant’Agostino sono presenti in 47 Paesi, soprattutto in Spagna, Usa e America Latina) riuniti per la prima volta per approfondire questi argomenti. Gli agostiniani hanno anche aperto da qualche tempo un ufficio presso la sede delle Nazioni Unite a New York, visto “come frontiera della nuova evangelizzazione, e implica sempre il lavoro per la giustizia e la pace”, ha spiegato padre Robert Dodaro, che nel suo intervento ha dato una lettura di Sant’Agostino come “attivista politico che rispetta l’ordine costituito, ma non è compiacente o passivo di fronte al potere”. La sua azione, ha precisato padre Dodaro, si esplicava soprattutto “nell’attività letteraria, un grande mezzo per intercedere politicamente” invitando i responsabili delle istituzioni del tempo “ad esaminare le ragioni dei disagi sociali e politici”. Parlando dell’impegno attuale della Chiesa sui temi della giustizia e della pace, padre John Paul Szura, ha ribadito la necessità di “far riemergere negli insegnamenti della Chiesa il tema della liberazione dalle ingiustizie”, affiancato dai “fondamentali principi della dottrina sociale della Chiesa come la solidarietà, la comunione, la sussidiarietà, la dignità della persona, i diritti umani, l’opzione preferenziale per i poveri, la ricerca della pace, l’inserimento sociale degli emarginati”. Padre Arturo Purcaro, responsabile generale dei delegati per la giustizia e la pace, ha fatto notare che “su questi temi c’è interesse a livello teorico ma nella pratica non si fa ancora abbastanza”. Gli agostiniani hanno dato, negli ultimi tempi, pieno appoggio alle campagne contro la pena di morte e per la cancellazione del debito estero.