GMG: MONS FISICHELLA, “I GIOVANI E LE RAGIONI DEL CREDERE”

“Riscoprire la centralità di Gesù Cristo che emerge come dimensione qualificante della fede e ravvivare la coscienza dell’ecclesialità”. Sono queste per mons. Rino Fisichella, vescovo ausiliare di Roma, le prospettive su cui lavorare per recuperare la ricchezza della riflessione teologica e per porre rimedio e freno al soggettivismo e all’indifferenza religiosa. Nel corso del suo intervento al VII Forum internazionale dei Giovani, apertosi oggi a Roma, mons. Fisichella ha ricordato come “il soggettivismo si sia inserito anche tra i cristiani non solo nel pensiero ma anche nei comportamenti fino a diventare stile di vita”. “La vita di molti credenti – ha detto – è separata dalla fede: nel lavoro, nella società, in politica, nel privato essi vivono come se Dio non esistesse. La fede resta un fatto privato”. Per costruire il nuovo edificio della fede mons. Fisichella propone come esempio il comportamento di Abramo in cui confluiscono “la fiducia nelle promesse di Jhwh, l’obbedienza alla parola che gli viene rivolta, e la conoscenza di Dio negli avvenimenti della sua vita”. Questo atteggiamento impegna l’esistenza di chi lo assume e lo compie. Occorre dunque “recuperare le ragioni del credere e saper rispondere alla domanda ‘perché credo?’. La ricerca di senso è il grande problema dei giovani”. Secondo mons. Fisichella “non viene più chiesto perché si crede, di conseguenza occorre provocare e suscitare domande sull’importanza della fede per la propria vita”. In ambito pastorale “la grande sfida è rendere le comunità cristiane più propositive nei confronti dei giovani: tutti sono capaci di proporre una discoteca, ma non si può presentare l’effimero come valore”.” “