“Sono giovani diversi per provenienza ma hanno una passione comune: dare una risposta seria alla domanda di Gesù che chiede ‘E voi chi dite che io sia’. Sono giovani che si interrogano, e pur vivendo nelle contraddizioni e nelle difficoltà dei loro coetanei tentano di dare un supplemento d’anima e contenuti forti alla loro vita”. A descrivere così i 300 giovani che stanno partecipando a Roma al VII Forum internazionale dei giovani, è mons. Renato Boccardo, responsabile della sezione giovani del Pontificio Consiglio per i laici. Tracciando per il Sir un bilancio sulla prima giornata del Forum, mons. Boccardo ha detto che “il commento più comune dei giovani ieri è stato quello di aver visto la Chiesa. Ognuno di questi ragazzi porta infatti con sé la storia, la fedeltà, la sofferenza e la testimonianza della propria Chiesa. E’ un bagno di universalità”. Attraverso i momenti di riflessione e lo scambio delle esperienze, “i giovani stanno cercando di prendere coscienza della sfide che la fede cristiana pone ad un giovane che entra nel nuovo millennio”. Il panorama che sta emergendo è molto variegato: “si va dai giovani del Giappone dove i cristiani sono meno del 2 per cento alla Chiesa povera e perseguitata del Vietnam fino ai Paesi occidentali dove i giovani risentono della difficoltà a trovare un ambiente nel quale una risposta cristiana possa fiorire con abbondanza e serietà”. “Le loro testimonianze – ha concluso mons. Boccardo – sono sempre una sorpresa: sono giovani generosi, disponibili entusiasti e attenti agli altri. Vivono la diversità non come minaccia ma come ricchezza, una comunicazione di doni. La loro genuinità e freschezza sono una provocazione: a vederli, fanno nascere anche un po’ di nostalgia”. ” “