I giovani accettano la sfida e si dicono pronti a “traghettare” il Vangelo nel nuovo millennio, incarnandolo nella famiglia, nella scuola, nel mondo del lavoro, nell’impegno ecclesiale, nei mezzi di comunicazione di massa, nel volontariato. Lo hanno detto questa mattina in una tavola rotonda i giovani delegati che hanno preso la parola per testimoniare il loro impegno nei diversi ambiti sociali. “E’ da molto – dice David Clemente, delegato dell’organizzazione mondiale delle scuole cattoliche – che i giovani non hanno più delle mete da raggiungere. Tutte le utopie sembrano morte al punto da far pensare che i giovani non sono più un soggetto di cambiamento ma un area di consumo. Eppure noi qui oggi siamo la prova che la bellezza cambierà il mondo. La bellezza del Vangelo di Colui che rende nuove tutte le cose. La bellezza di credere, di fidarsi di lui, di condividere un progetto. E’ per questo che rendiamo testimonianza di una certezza: il Vangelo è l’unica proposta che motiva un impegno per il cambiamento delle relazioni umane e sociali”. ” “”I giovani presenti nel mondo del lavoro – ha detto David – devono essere consapevoli che la missione che Dio ci ha affidato va compiuta pensando che al centro del nostro interesse deve stare il bene comune. Vogliamo sconfiggere l’idea che soltanto i soldi diano la felicità e che l’arricchimento personale possa rappresentare lo scopo della vita. Il nostro pensiero va al nostro fratello dell’America Latina costretto a produrre cacao e a venderlo sottocosto per il nostro benesserre oppure al fratello africano al quale portiamo via le materie vie senza pagarle. Il nostro volto vuole essere il loro volto perché crediamo che solo una nuova condivisione è la frontiera che salverà il mondo”. (segue)” “