Punto centrale del campus il grande palco, allestito negli ultimi giorni, sul quale si svilupperanno i temi delle celebrazioni conclusive delle Gmg. Sarà visibile da ogni parte dell’area di Tor Vergata. Realizzato con una struttura di legno su una profonda cava dalla quale venivano prelevati materiali per l’edilizia, è stato ideato da un gruppo di architetti guidati da Marco Petreschi, ordinario di Progettazione architettonica all’Università La Sapienza. Rappresenta, ha spiegato questa mattina mons. Cesare Nosiglia, “un grande muro, che simboleggia la storia dell’umanità”. Un muro sul quale ad un certo punto si innesta una croce alta 36 metri. Una croce che cambia la storia. Il palco sarà protetto anche da una tenda, anch’essa elemento simbolico del tema delle Gmg, immagine del Verbo che si è fatto carne. I giovani più vicini al palco e quelli più lontani potranno invece seguire nei dettagli attraverso 14 maxi schermi, saranno i 5000 giovani disabili per i quali è stata allestita una zona coperta. Sul palco della Gmg sono posizionati 650 posti a sedere, che ospiteranno, fra gli altri, giovani provenienti dalle zone di guerra, oltre allo spazio per il coro e l’orchestra. Un progetto che favorirà la coreografia dei diversi momenti di animazione che si alterneranno sabato pomeriggio in attesa dell’arrivo del Santo Padre per la Veglia. A contorno di tutta l’area di Tor Vergata 12 torri rappresentano gli apostoli.” “Tre saranno i momenti fondamentali della Veglia. La “consegna -riconsegna della fede”; il dialogo con il Papa, al quale i giovani porranno le domande più scottanti sull’essere oggi credenti, sulle grandi sfide sociali; ed infine la consegna del Vangelo di Luca a tutti i giovani e la recita del Credo. In quel momento tutte le lampade di terracotta, simili a quelle usate dai cristiani nelle catacombe, che ogni giovane porterà nella sua bisaccia, si accenderanno. ” “” “