“I giovani in questi giorni stanno provando delle grandissime emozioni, soprattutto grazie ai grandi raduni, agli incontri con giovani di tutto il mondo. Ebbene queste emozioni vanno incanalate”. Spiega così don Domenico Sigalini, responsabile del Servizio Cei di pastorale giovanile, l’importanza dei momenti di catechesi, 160 al giorno, tenute da centinaia di Vescovi nelle chiese e negli spazi pubblici di Roma e dell’hinterland. “Serve – continua don Sigalini – uno spazio nel quale le emozioni diventino riflessioni e possibilità di vita quotidiana”.” “Insomma, la Gmg non è solo sinonimo di grandi numeri, di mega-adunate, ma vuole essere una proposta per far camminare il giovane nella fede. “Per tre giorni – spiega il responsabile Cei – le emozioni saranno messe a confronto con i contenuti e con i testimoni della fede, con la vita della Chiesa. Quello tra il mondo giovanile ed i Vescovi diventa un significativo confronto con la parola del Magistero. Il tutto sulla scia del messaggio del Papa, che invita i giovani ad accogliere la fede, ad essere testimoni. Il Papa dice a tutti giovani “Non abbiate paura” e a tutti chiede di compiere un cammino di santità”.” “Significativo, poi, il fatto che questo invito venga rivolto in ben trentadue lingue, tra cui il russo, il cinese, l’arabo, il vietnamita. “Si tratta – conclude don Sigalini – di un segno dell’universalità della Chiesa. Le lingue sono diverse ma in tutte c’è lo stesso annuncio”.” “