“E’ la porta il luogo più importante della chiesa perchè attraverso essa si realizza l’incarnazione”. Sono le parole di mons. Alberto Ablondi, vescovo di Livorno, nella catechesi “L’Emmanuele, Dio-con-noi” tenutasi oggi nella chiesa di S. Andrea della Valle a Roma.” “Alla presenza di giovani di diverse diocesi, tra cui quelle di Pescara, Pesaro, Salerno, Brescia, Imperia, Fano, San Marino Montefeltro, Piazza Armerina, il vescovo ha ricordato che “La chiesa non è un teatro né un luogo dove ostentare lussuose quattroruote ai battesimi, alle comunioni e alle cresime”.” “E’ nella chiesa che si realizza l’incarnazione di Gesù. “Non è solo il concepimento, la nascita e la morte di Cristo – ha precisato Ablondi – ma soprattutto il momento dell’annuncio al mondo attraverso gli apostoli”. E rivolgendosi ad ogni giovane presente in chiesa ha detto: “Caro amico, sei tu che realizzi l’incarnazione, con la tua parola o con il tuo silenzio sei il vettore dell’incarnazione stessa”. Il vescovo ha poi spiegato che “non possiamo essere uomini se pensiamo di poter vedere Gesù da un albero, come voleva fare Zaccheo, ma che si deve conoscerlo e viverlo. Non bisogna farselo raccontare, ma parlarne”. Ablondi ha concluso dicendo che “Gesù va accolto in casa, ma potrebbe anche sentirsi rifiutato se lo si accoglie nel salotto buono, cioè nel salotto delle chiacchiere”.” “