Sono migliaia i giovani che da questa mattina affollano il Circo Massimo, trasformato per l’occasione nel più grande “confessionale” di tutti i tempi; una ventina di tende ospitano circa 350 postazioni con oltre duemila sacerdoti a disposizione a turno dei giovani. “E’ un’esperienza molto bella – racconta con entusiasmo Paola Amatura della provincia di Napoli -. Visto quanti giovani!… c’è da fare la fila. Questo avviene quando si hanno davanti preti disponibili, con i quali si può parlare con libertà”. Andrea Doga viene da Ancona e sta preparando la sua confessione: “E’ un momento importante, da collocare nel cammino giubilare. E non è superato, come non può esserlo un sacramento che il Padre ci dona. Certo va riscoperto, magari rinnovato”. E’ dello stesso parere Barbara Bruschi, sua concittadina: “Forse – dice – non siamo abbastanza preparati per capire che nella Riconciliazione c’è veramente l’incontro con Dio Padre che ci ama. Ma questa è sicuramente una grande occasione per riscoprire questo sacramento… Ed è quello che sta avvenendo, lo si coglie dal clima di gioia che c’è attorno a noi”. Sulla stessa lunghezza d’onda Luca Bertolani di Reggio Emilia: “Basta guardare i volti di chi si è appena confessato… Questa mattina si sperimenta davvero un clima di grande gioia, si vive la Grazia. E vedo che tanti giovani non hanno più paura a mettersi in discussione”. Gigi Raba, di Cremona, la pensa in modo un po’ diverso: “il bisogno di confessarsi va sentito dentro. Non è un obbligo. Ed io non ho ancora deciso se mi confesserò”. Valeria Castani, di Sassuolo, guida un gruppo di scout in servizio al Circo Massimo: “Vogliamo rendere manifesto a tutta la Chiesa questo grande dono della Riconciliazione. Ed in questi giorni vedo una grande disponibilità dei giovani a cambiare, spero che continui anche dopo queste giornate”. (segue)