“Il carcere è una realtà che la società dimentica totalmente. Chiediamo ai giovani del Giubileo di ricordare che ci sono 40 mila loro coetanei dentro le carceri. Chiediamo di pregare per loro ma soprattutto di aiutarli a capire che ci sono valori diversi per cui vivere”. A lanciare l’appello è don Sandro Spriano, cappellano del carcere romano di Rebibbia, dove questo pomeriggio alle 16.30 una delegazione di 10 giovani seguiranno insieme ai detenuti la catechesi di mons. Germano Zaccheo, vescovo di Casale Monferrato. “Il primo agosto qui a Rebibbia – ricorda don Spriano – è morto un ragazzo di 26 anni. Aveva portato droga da fuori e gli è scoppiato lo stomaco. Sono fatti per noi quasi quotidiani che non ci emozionano più. Fuori, una morte del genere avrebbe fatto scalpore. Se succede in carcere invece non se ne accorge nessuno. Facciamo qualcosa per non tagliar fuori questi ragazzi né dalla comunità civile né dalla comunione ecclesiale. Non priviamoli dell’amore cristiano”. Ma i detenuti avvertono la ventata di entusiasmo che sta scuotendo la città? “Il carcere – risponde don Spriano – è un muro. I detenuti guarderanno qualcosa in tv ma possono solo immaginare quello che sta succedendo fuori”. “Anche qui però – aggiunge il cappellano – tentiamo di far vivere quello che è l’annuncio cristiano. La differenza tra fuori e dentro è che qui si va immediatamente alla sostanza dell’annuncio. La proposta non si perde nelle manifestazioni e negli spettacoli. Se solo riuscissimo far sì che uno di questi giovani veda Gesù Cristo come suo salvatore, forse avremmo raggiunto il nostro scopo. Il resto ce lo vedremo in Tv”. Anche a Regina Coeli e a Casal del Marmo sono previste catechesi.