“Nella nostra cultura, nel nostro contesto vitale, possiamo riconoscere una dialettica, poli opposti, criteri o motivi ispiratori contraddittori, che ci coinvolgono. C’è un sentire ‘mondano’, corrente che può essere così espresso: ‘E’ felice chi possiede, chi ha’. Chi persegue costantemente questa meta e vive questo modo di sentire e di agire, si condanna al ‘non senso’ della vita e inquina la vita di tanti, ingenerando desideri e attese che hanno in sé una cultura di sfascio della persona e di morte. Come altra polarità c’è l’agire di Gesù: che si ‘consegna’ al Padre e che si ‘dona’ a noi per la nostra vita”. E’ questo uno dei passi della riflessione che il vescovo di Mondovì Luciano Pacomio ha tenuto questa mattina nella chiesa di San Leone I a Roma sul tema “Cristo ha dato se stesso per noi”. “Una catechesi che ha evidenziato la “”novità”” della vita di Gesù. “”Ci viene insegnato uno stile relazionale inedito – ha detto -, così diverso dello spontaneismo e dal farsi le proprie ragioni. Apparentemente è quello dei ‘perdenti’, dei ‘vinti’. In realtà è la novità che può irrompere in ogni nuova generazione nella storia. E’ la sfida di Gesù, del cristianesimo, rispetto ad ogni cultura, moda, sentire, mentalità””.” “Infine, un invito ai giovani: “”Rifissate lo sguardo su Gesù per rivivere, nella nostra irripetibile storia, le sue tappe di vita. Sono un grande dono le tre tappe della vita di Gesù: il tempo di Nazareth, del lavoro serio e coscienzioso, la vita itinerante in cui si fa prossimo tra tanti conflitti, la passione e la morte cruenta, parole definitive su ogni sofferenza e dolore””.” “”