“Mi sono chiesto tante volte in questi anni come riuscire a vivere il Vangelo in maniera credibile e significativa all’interno di una società consumistica come la nostra. Mi colpisce vedere come nemmeno in famiglia si trovi più tempo per stare insieme, per guardare un unico programma televisivo, per andare in ferie nello stesso luogo. Credo che le nuove generazioni potranno essere cristiane solo vivendo queste tre dimensioni: la spiritualità, la solidarietà e la sobrietà”. Con queste parole mons. Adriano Van Luyn vescovo di Rotterdam ha tenuto la sua catechesi ad un migliaio di giovani nella parrocchia di San Giovanni Battista De Rossi. Proprio sulla sobrietà il vescovo ha particolarmente insistito affermando che essa costituisce “la condizione per le prime due, perchè senza questa virtù si rischia l’esclusione di Dio e del prossimo, per concentrare tutte le forze sulla propria autorealizzazione, vista sopratutto nella prosperità materiale”. La sobrietà, ha spiegato ancora mons. Van Luyn, richiede che “si combatta l’esaltazione del denaro e del confort, lo spreco e la frenesia, il ritmo continuo dell’economia. Sobrietà significa pure mettere a disposizione degli altri tempo ed attenzione, ascolto e dialogo”.