“Nell’arco delle ultime due generazioni si è passati da una morale senza amore ad un amore senza morale. Da una esasperazione della precettistica da una parte, ad una esasperazione del principio senza essere sostenuto dal precetto dall’altra. I giovani di oggi ci chiedono di trovare equilibrio”. Così mons. Domenico Sigalini, responsabile della Pastorale giovanile della Cei, interpellato dai giornalisti durante un briefing dedicato a fare il punto sulle Gmg, è intervenuto in merito alle varie inchieste che la stampa sta conducendo per testare il senso del peccato e la morale sessuale dei giovani. “I giovani ci chiedono equilibrio – ha sottolineato -. Vedono che la cosa più importante è amare non solo in senso fisico, ma fare della propria vita un dono d’amore. Un obiettivo che se non ha dei canali attraverso i quali svilupparsi resta una bella parola”. I ragazzi, ha proseguito, “sono in questa ricerca” e pongono agli adulti una “sfida” che è quella di “aiutarli non solo a fare delle elucubrazioni o ad enunciare dei grandi principi ma a vedere come questi principi si incarnano”. Dunque, ha osservato ancora mons. Sigalini, “la sfida verso gli adulti è questa: non ritorniamo alla precettistica, ma non lasciateci soli”. In questa prospettiva, ha detto ancora il responsabile Cei per la pastorale giovanile, “il momento della confessione permette di valutare il tipo di scelta fatta, di avere accanto qualcuno che ti aiuta, ti indirizza a capire che il principio deve calarsi in un progetto di vita concreta”. “” “”