“Forse non ci hanno pensato: sarebbe stato bello però per chi, come noi è costretto in un letto d’ospedale, ricevere una visita dei giovani della Gmg”. A lanciare il messaggio, attraverso il Sir, l’agenzia dei settimanali Fisc, promossa dalla Cei, è C.F. 22 anni, da Salerno, ricoverato all’Idi, Istituto dermopatico dell’Immacolata. “Sto vivendo questa giornata in modo privilegiato – afferma -. Al Signore posso realmente offrire qualcosa di concreto, come concreta è la mia sofferenza. Questo mi aiuta a sentirmi vicino a quelle centinaia di migliaia di giovani che vedo, attraverso il televisore, portare per le strade di Roma, la gioia della nostra comune fede. Vorrei essere con loro e non mi meraviglierei di vedere da un momento all’altro invase le corsie del nostro ospedale da questa festosa ‘onda blu'”. “””Ho poca dimestichezza con la religione e la fede – afferma M.S. 26 anni da Lucca, anche lui ricoverato all’Idi -. Ma in un letto di ospedale ti assalgono tanti dubbi e cominci a sentire tutto il vuoto che uno come me può nascondere nell’anima. La testimonianza di tanti giovani di tutto il mondo mi scuote profondamente: ma possibile che il Papa riesca a riunire tanti giovani attorno ad una idea che ha più di duemila anni? Forse è il momento di cominciare a riflettere più seriamente. Credo che questo sia in fondo il messaggio che la Gmg voglia lanciare anche ad uno come me che non ha mai pregato pur essendo regolarmente battezzato””. ” “”