GMG-VIA CRUCIS: LE SOFFERENZE DEL MONDO

“Avevo cinque anni quando mia madre mi disse che il vescovo di El Salvador, la mia città, era stato ucciso mentre celebrava la messa. O Signore, aiuta noi, che siamo giovani, a mantenere viva la memoria di tanti testimoni della fede che ti hanno seguito fino alla fine”. “Sono una giovane indonesiana: il mio paese è un arcipelago di tanti popoli, etnie e religioni. Spesso non siamo capaci di vivere insieme. Ma tu ci insegni la via dell’incontro e dell’amicizia”. “Era l’alba quando il mio villaggio, nel Nord del Mozambico, è stato sommerso dalle acque. Anch’io, come quelle donne presso la tua tomba, con mestizia cercavo un segno d’amore e di consolazione. Non è inutile essere insieme anche quando tutto sembra perduto. Credo che nell’amore possiamo ricominciare a vedere la luce della risurrezione per il mio Paese e per l’Africa”. “Così si esprimeranno tre giovani nelle preghiere-testimonianze che questa sera accompagneranno la meditazione durante le 14 stazioni della Via crucis, dall’Ara Coeli al Colosseo. “”Se possono essere perdonati coloro che hanno ucciso il Figlio di Dio – sarà invece la preghiera di un ruandese – possono essere perdonati tutti. Che il perdono cresca nei nostri cuori, soprattutto dove l’odio e la violenza hanno lacerato i popoli””. E un palestinese dirà: “”Aiuta me, che sono nato e vivo nella tua terra, ancora segnata dall’inimicizia, aiuta tutti noi a rivestirci solo della tua forza mite””. Non meno significativo l’intervento di un giovane statunitense: “”Tu sei stato condannato a morte da una giustizia raffinata ma senza pietà. Ricordati di tutti i condannati a morte che in tante parti del mondo ancora oggi condividono con te il peso di una sentenza inappellabile. E a tutti noi ricorda sempre che non c’è fede senza amore per la vita. Insegnaci a difenderla sempre””.” “”