Due milioni di giovani cattolici riuniti a Roma, ma in molti Paesi del mondo non se ne ha quasi notizia. La Gmg “è un grande evento di identità cattolica, che non inciderà negativamente sul dialogo interreligioso ma nemmeno aiuterà molto, visto che le difficoltà esistono e sono risapute”. E’ il parere di don Tino Negri, responsabile del Centro Peirone di Torino per lo studio e le relazioni con l’Islam, che non si stupisce del fatto che sui media di numerosi Paesi islamici, ad esempio, non si parli dell’evento. “””E’ normale, la situazione culturale non è di apertura all’universalità, per cui le notizie religiose vengono gestite in funzione politica – ricorda -. Spesso non c’è libertà di stampa, si pubblica ciò che è stabilito. Probabilmente i poteri politici hanno deciso di non dare troppo rilievo all’evento, anche perché è difficile superare una mentalità che riconosca alle altre religioni dignità pari all’Islam. Il dialogo interreligioso non appartiene ancora a queste culture: sarebbero necessari dei passi in avanti a livello teologico e dogmatico, ma siamo ancora lontani””. La presenza alla Gmg di giovani appartenenti ad altre religioni secondo don Negri “”non va molto evidenziata perché un evento di questo tipo è troppo identificante, potrebbe non essere compreso e quindi non servire al dialogo””.” “”