GMG: MONS. ABLONDI, IL PASTORE BERTALOT E IL “MARCO ECUMENICO” NELLA BISACCIA

“E’ stata davvero una bella idea quella di presentare a tutti i cristiani insieme il soggetto più qualificato, più vero della loro fede: il Cristo, attraverso il Vangelo. E di presentarlo attraverso una traduzione interconfessionale che dimostra una possibilità d’incontro”. Così mons. Alberto Ablondi, vescovo di Livorno, commenta, in un’intervista a www.giovani.org, l’iniziativa di distribuire a tutti i giovani della Gmg il Vangelo di Marco in una traduzione interconfessionale. “Questa iniziativa – aggiunge Ablondi – è in un certo senso non correttiva ma compensativa di alcuni disagi che si sono creati sul piano ecumenico durante il Giubileo”. “La consegna del Vangelo di Marco ai giovani ha, per il vescovo di Livorno, due valori: “”anzitutto, è il Papa stesso che la offre. Ricordo che quando 30 anni fa uscì una prima traduzione interconfessionale, il testo fu accolto con tanti dubbi e incertezze””. Il secondo valore risiede nel fatto che il Vangelo sia consegnato dal Papa alle nuove generazione. “”I giovani di oggi – commenta Ablondi – sono più grandi dei giovani di ieri e rappresentano l’uomo di domani””.” “Anche per Valdo Bertalot, direttore dell’Alleanza Biblica Universale, l’organizzazione interconfessionale che ha realizzato il testo biblico, l’iniziativa ha lo scopo di invitare “”i giovani ad annunciare con la stessa forza di Paolo al mondo che Gesù Cristo è la vita e la speranza. Di annunciarlo in pubblico e non nel chiuso delle nostre chiese, delle nostre sacrestie, ma come fu annunciato il Vangelo: nei mercati e nelle città””. L’incontro dei giovani con il Papa crea difficoltà dal punto di vista ecumenico? “”Non credo – risponde Bertalot – che siano un ostacolo al cammino ecumenico tutti coloro che indicano in Cristo la salvezza di questo mondo, e il papa nel suo discorso dell’altra sera ha indicato in Gesù Cristo la via, la porta per tutti i giovani e per tutta l’umanità.” “”