GMG-TOR VERGATA: IL PAPA ALLA VEGLIA DI PREGHIERA

“E’ difficile credere in un mondo così? Nel Duemila è difficile credere? Sì! E’ difficile. Non è il caso di nasconderlo. E’ difficile, ma con l’aiuto della grazia è possibile come Gesù spiegò a Pietro: ‘Né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli (Mt 16,17)”. “. Giovanni Paolo II si rivolge ai “discepoli di oggi”, convenuti questa sera da ogni parte del mondo nell’immenso prato di Tor Vergata, per quello che definisce il “laboratorio della fede”, nel quale si rinnova la “dialettica delle domande e risposte” fra Gesù e i suoi apostoli. E come allora qui “ognuno può vagliare le proprie difficoltà a credere e sperimentare la tentazione dell’incredulità. Al tempo stesso, però, può anche sperimentare una graduale maturazione nella consapevolezza e nella convinzione della propria adesione di fede. Sempre – prosegue il Santo Padre -, infatti, in questo mirabile laboratorio dello spirito umano, il laboratorio della fede, s’incontrano tra loro Dio e l’uomo. Sempre il Cristo entra nel cenacolo della nostra vita e permette a ciascuno di sperimentare la sua presenza e di confessare: Tu, o Cristo, sei ‘il mio Signore e il mio Dio”. “Credere in Gesù oggi – osserva il Papa – seguire Gesù sulle orme di Pietro, di Tommaso, dei primi apostoli e testimoni, comporta una presa di posizione per Lui e non di rado quasi un nuovo martirio: il martirio di chi, oggi come ieri, è chiamato ad andare controcorrente per seguire il Maestro divino, perseguire ‘l’Agnello dovunque va’ (Ap 14,4)”. E non per caso, ricorda ai giovani il Santo Padre, “ho voluto che durante l’Anno Santo fossero ricordati presso il Colosseo i testimoni della fede del Ventesimo secolo”. (segue)