GMG: ACQUAVIVA, “L’UNICA COSCIENZA CRITICA…”

“Sulla Giornata mondiale della gioventù c’è stata sicuramente un’interpretazione politica tesa a sminuire determinati fatti, ma, probabilmente, anche l’incapacità di cogliere il senso dell’esperienza religiosa proprio in quanto esperienza e non tanto dal punto di vista dogmatico o teologico” Questi, secondo Sabino Acquaviva, i due fattori che hanno portato non pochi giornali italiani ad “alcuni giudizi inadeguati”. “In linea generale – ha dichiarato il sociologo al Sir – non so se tutti hanno colto il significato del pellegrinaggio, come parte della natura umana quindi come ricerca ed esplorazione”. Per Acquaviva, “in una società che non dà risposte o che ne dà sempre meno, è chiaro, invece, che soprattutto i giovani continuano a desiderarle: desiderano una risposta al problema della vita, dell’amore, e soprattutto della morte, che è fondamentale”. Giovani che tra l’altro sono lontanissimi da quelli dell’epoca delle ideologie. “Se li mettessimo a confronto con i ragazzi di 30 anni fa – afferma ancora il sociologo – credo che neanche si capirebbero: i bisogni sono altri, i significati sono altri, le cose ricercate sono altre”. La Chiesa può quindi proporsi con fiducia come risposta: non l’unica, forse, ma – conclude Acquaviva – “in una società in cui la macchina gigantesca della pubblicità cerca di costruire non un individuo con dei valori ma soltanto un consumatore, la coscienza religiosa finisce per essere l’unica coscienza critica che va contro questa immagine dell’uomo”.” “