GMG-TOR VERGATA, “È DIFFICILE CREDERE MA VALE LA PENA PROVARCI”

“Sì, è difficile vivere a pieno la vita cristiana. Ma l’obiettivo non è seguire una regola quanto piuttosto cercare di avvicinarsi il più vicino possibile allo stile di vita che il Papa ci propone. E’ una tensione continua”. Risponde così Silvia, 28 anni di Bologna capo scout Agesci, alla domanda che il Papa ha lanciato ieri sera ai giovani: “è difficile credere in un mondo così?”. “Sentendo le parole del Papa – aggiunge Carlo di Napoli, 30 anni – ho capito che devo riscrivere la mia vita. Valgono a poco le manifestazioni e le dichiarazioni di intento se non sono seguite da atti concreti. Vorrei dire al Papa: io ci sto a seguirti”. “Mi risulta difficile – dice Silvia di Prato, 19 anni – amare soprattutto chi non corrisponde il mio affetto. Ma ci sto provando e lo farò soprattutto ora, tornando a casa”. “E’ difficile vivere la fede – racconta Paola 23 anni, di Lecce – perché la società non ti aiuta a farlo ma la felicità che ti dà è troppo grande per rinunciare quanto meno a provarci”. “Il Papa – afferma Giacomo di Benevento, 22 anni dell’Azione Cattolica – si è messo nei nostri panni. E’ il primo a sapere che i giovani non sono dei monoliti, che la fede può creare loro dei problemi e che c’è chi non se la sente di seguirlo. Ma il Papa ha parlato di laboratorio e nel laboratorio non ci sono le cose già fatte e realizzate. Nel laboratorio, si sperimenta, si cammina, ci si mette in gioco”. Anche Debora e Gianfranco, due fidanzati di Paderno Dugnano (Milano), hanno apprezzato l’invito del Papa a fare della Gmg un “laboratorio di fede”. “E’ interessante – dicono – pensare di essere in un ambito di ricerca e sperimentazione per avvicinarci di più a Gesù, parlando dei nostri entusiasmi ed ideali. Porteremo a casa tanta stanchezza, ma soprattutto tanta gioia e vigore nuovo”. Nel salutare il Papa i giovani intervistati lo ringraziano soprattutto per la “sua freschezza” e per “il suo coraggio”. “La Chiesa – dice Pietro, 16 anni, Agesci, Mazara del Vallo è forse è una delle poche realtà che guarda ai giovani con speranza e ottimismo”.