GMG-VOCI: “PORTEREMO CON NOI L’ETERNA GIOVENTÙ DEL VANGELO”

“Torneremo al nostro Paese con una speranza nuova, per il rinnovamento della Chiesa e del mondo. Non più una fede che si nasconde, ma una fede visibile, da realizzare attraverso la comunione tra fedeli di diversi Paesi”. Al termine della Giornata mondiale della gioventù è quanto porterà con sé, Ferdinand, 29 anni, giovane seminarista della Costa D’Avorio. Una sua compagna di viaggio, suor Marie Antoine, 28 anni, della Comunità “Madre del Divino Amore”, elenca una serie di impressioni ed emozioni provate durante queste giornate: “La prima è l’aver visto nel Papa una persona veramente scelta da Dio. E’ come se riconoscessi in lui l’immagine di Dio, la presenza di Gesù. E poi mi sono resa conto dell’eterna gioventù del Vangelo: perfino il Papa ha negli occhi l’espressione viva dell’infanzia”. Gladys, 24 anni, ugandese, sente che la sua fede “ora è divenuta più forte, anche grazie al clima di unità vissuto in questi giorni”. Ai coetanei qui riuniti racconterebbe dei problemi sociali e politici del suo Paese (guerra, povertà, debito estero) per chiedere “di aiutarci il più possibile e di pregare per la pace”.” “Dall’Argentina una giovane di 28 anni, Bernardita, è venuta a Roma per cercare “di rafforzare la sua fede attraverso la condivisione e la preghiera. Ho trovato quello che cercavo – afferma – e ho sentito di aver ricevuto un messaggio da trasmettere agli altri. E’ l’invito ad essere santi e a dedicare tempo a Dio”. Rosa, 23 anni, studentessa cilena, pensa che la partecipazione a questo evento le “cambierà la vita”: “Darò molta più importanza alle piccole cose, alla bellezza dell’esistenza, e continuerò a impegnarmi nel quotidiano per la giustizia sociale e i diritti umani”. Paolo, da Bergamo, ha deciso di partecipare al Giubileo dei giovani “solo per curiosità”, ma poi, durante i cinque giorni del percorso in bicicletta per arrivare a Tor Vergata, ha “trovato il tempo per pensare e pregare”.” “