GMG-COMMENTI: CARLO CAVIGLIONE, “SENZA DIMENTICARE DUE TRAGEDIE”

Le radiose giornate dei giovani a Roma sono state offuscate da due tragici, oscuri avvenimenti. La morte dei 118 marinai nel sottomarino atomico e l’uccisione di due piccole innocenti. Anche se per motivi molto diversi, l’opinione pubblica è rimasta sconvolta dai due eventi, anche perché si pensa – giustamente – che potevano essere evitate.” “Nel mare di Barents, oltre che i corpi dei militari, giace sepolta anche una serie di errori e di omissioni, nonché la presunzione di bastare a se stessi. Il vecchio regime sovietico ha lasciato, dolorosamente, tutti i suoi segni. La nostalgia della grande potenza. I resti di una forza nucleare che non serve più a nessuno, se non a far credere che possa ancora dare prestigio internazionale. Di fatto sono gli uomini a pagare, i giovani che hanno lasciato i loro sogni sotto il mare, le famiglie che li piangono ormai senza speranza. ” “E’ difficile dire se e quanto potessero servire gli aiuti delle altre potenze che non sono state chiamate ad intervenire. Si è fatto un gran parlare di questo, più per polemica che per vera solidarietà. Sta di fatto che, ancora una volta, ci si è trovati di fronte ai limiti delle capacità umane, anche quando queste siano confortate dalla tecnica più avanzata. La vita è sempre nelle mani di Qualcuno che ci sostiene e ci ama, che agisce nella storia con amore misterioso. Forse a Lui si saranno rivolti quei ragazzi che avevano sognato per loro un ben diverso avvenire. ” “Mentre per il sottomarino si può parlare, a conti fatti, di una tragica fatalità, ben diverso è il discorso e la valutazione sulla sorte toccata a Graziella e ad Hagere, le bimbe uccise da due pedofili. In merito c’è il rischio che si crei una psicosi di “caccia alle streghe” che non approderebbe a nessun serio risultato. I due assassini hanno agito nel modo più brutale verso due bimbe indifese ed innocenti. L’opinione pubblica si è già divisa nel dare un giudizio oggettivo. Si tratta di mostri o di malati? Che cosa può scattare di così assurdo nella mente di un individuo per trasformarsi quasi improvvisamente in un efferato assassino? ” “”I bambini – ha dichiarato lo psichiatra Andreoli – sono l’anello debole della deriva sessuale, e la società non li protegge”. Ed ha aggiunto: “C’è la tendenza ad usare la sessualità in modo estremo, fino alla perversione”. Parole che possono offrirci la chiave, almeno parziale, di una difficile interpretazione di fenomeni così aberranti da lasciare decisamente senza parole. Come è possibile abusare così dell’innocenza, sin dove si può spingere la malvagità umana?” “Non si dice nulla di nuovo – però è necessario dirlo -: in tutti i casi si deve considerare di più il valore e la dignità della vita umana. In tutti i modi possibili la società dovrà attrezzarsi per la difesa di valori che non possono essere dimenticati. In primo luogo il rispetto dei bambini e della loro innocenza. I romani stessi andavano dicendo: al bambino si deve il massimo rispetto. E, infine, la difesa della vita a tutti i livelli, dalla nascita alla tomba. Perché altre giovani vite non debbano essere sacrificate sull’altare della retorica o del prestigio militare. Ben altri e ben più alti sono i valori per i quali siamo stati chiamati alla vita. Ben altre e più grandi prospettive, ci auguriamo, attendono oggi le nuove, giovani generazioni.” “C. C.” “