GMG-COMMENTI: GASPARE MURA, “LA ‘CONVERSIONE’ DEGLI INTELLETTUALI”

Ritengo personalmente che ciò che ha offerto il Giubileo dei giovani è la realtà di un grande “evento” cristiano. Di fronte al quale, e mi addolora doverlo riconoscere, molti uomini di cultura, anche cristiani, e numerosi intellettuali, siamo stati “spiazzati”.” “E questo perché abbiamo voluto “spiegare” questo evento attraverso categorie sociologiche o culturali precostituite, invece di porci nella condizione di “interpretare” l’evento come qualcosa di realmente nuovo, cui occorreva prestare prima di tutto ascolto e disponibilità di comprensione senza pregiudizi. ” “Il Giubileo dei giovani è stato il segno eloquente di un “mondo nuovo” che è presente come fermento innovatore nel nostro stesso mondo segnato da tutte le contraddizioni che quotidianamente i media ci pongono sotto gli occhi, e per questo non previsto dalle nostre categorie sociologiche e culturali. La gioia che sprigionavano i volti di quei giovani che cantavano e danzavano non era né fittizia, né epidermica, ma testimoniava la presenza di una fede adulta e vissuta nella quotidianità perseverante dell’incontro con Dio. Ma come è possibile che la “novità cristiana” esista nel nostro “vecchio mondo”? Le categorie elaborate dagli intellettuali per spiegare il “vecchio mondo” non sono riuscite a “interpretare” il nuovo. Occorreva uscire da queste categorie per farsi incontro all'”evento”, al nuovo, in una disponibilità di ascolto libero che è segno di vera cultura cristiana.” “Perché la cultura è attenzione ai segni di Dio nella storia, è capacità di mediarne culturalmente gli “eventi”, e per questo, nel suo senso più profondo è “profezia”. Sì: ciò che forse manca alla nostra cultura cristiana, è la profezia. Mentre ancora dibattiamo sulle nozioni del moderno, del postmoderno e del tardomoderno, i giovani cristiani del 2000 hanno mostrato che tutte queste categorie sono saltate, che la modernità, con il suo seguito di ideologie totalitarie ed atee, è realmente finita, e che il postmoderno non è solo fuga verso una qualsiasi credenza religiosa, ma cammino in una fede cristiana ritrovata nella sua originaria genuinità e semplicità, e radicata in una tradizione millenaria di testimonianza e di martirio. Per questo il Giubileo dei giovani, che si è svolto alla vigilia del Giubileo dei docenti universitari di tutto il mondo, nel quale sono personalmente impegnato, mi appare soprattutto come un grande richiamo alla “conversione” degli intellettuali cristiani, per una disponibilità di ascolto agli eventi di Dio nella storia sempre più radicato e profondo.” “Certo, terminato il Giubileo dei giovani, non può ritenersi concluso il cammino della fede nel Terzo millennio. I giovani sono partiti con un forte impulso evangelizzatore e missionario dato da Giovanni Paolo II, che desidera “far nuove” tutte le realtà ecclesiali. Ma tutte le realtà ecclesiali dovrebbero essere capaci di rinnovarsi e ringiovanirsi con la presenza di un cristianesimo “nuovo”, in quella che S.Bernardo chiamava la perenne novità del Vangelo. E questa sfida attende ora non solo gli uomini di cultura ma tutte le realtà ecclesiali.” “GASPARE MURA” “