Per anni siamo stati assenti, poi all’improvviso ci siamo come svegliati da un sonno, abbiamo sentito che potevamo diventare protagonisti”. Micha, 18 anni, polacco, è stato uno degli ospiti della mia parrocchia nei giorni di preparazione al Gmg. Ma la sua battuta forse non descrive solo il “movimento polacco”, interpreta qualcosa di più ampio, che aiuta a comprendere e definire le giornate romane. ” “Sono fatti da interpretare, da tenere lontani da facili trionfalismi o strumentalizzazioni, certo molto positivi, che fanno guardare con speranza al futuro, quando i sociologi da tempo ci dicono che i giovani vivono senza futuro. Lontani dai trionfalismi, anche perché forse mai come oggi la comunità cristiana incontra difficoltà nel rapportarsi con i giovani. E questo è detto in una diocesi come Rimini, dove certo non mancano idee, creatività pastorale, testimoni e proposte vive. ” “A molti del resto la preparazione religiosa ed etica dei giovani convenuti alla Gmg è sembrata approssimativa e fragile, tanto che il cardinal Martini ha proposto loro dieci minuti al giorno di lettura del Vangelo. ” “Sembra anche che al momento conoscano molto meglio il Papa che Colui che il Papa serve con la sua vita e la sua testimonianza. Possiamo forse dire che, con il suo grande carisma di testimone sofferente, ma ben vivo, Giovanni Paolo II ha intercettato una umanità giovane e in ricerca. L’ha presa per mano e, lentamente, la sta conducendo al Gesù Signore che Lui ama, come dice il Vangelo, “con tutto il cuore e con tutta l’anima”. Con la pazienza del nonno, ormai giunto alla fine, ed ogni sua parola diventa un’ eredità, sta raccontando ai “suoi” giovani dov’è la vera felicità. Ben lontana dai surrogati cui l’indirizza la società degli adulti. Cosa può dare felicità? Il successo, i soldi, l’alcol, il sesso, l’auto potente, lo stordirsi in discoteca? Sono cose che hanno già conosciuto, surrogati che non bastano a riempire il cuore. Ecco allora intercettata questa ricerca continua verso qualcosa che sfami la fame e sazi la sete, una sapienza superiore a quella dei loro genitori, di noi adulti, buttati a capofitto sull’interesse, il possedere, il consumare…” “Ecco evidenziarsi, quello che constatiamo in questi giorni, un barlume di ricerca di gioia, di felicità, intesa come qualcosa di più interiore. Ecco dunque la proposta del Papa di un incontro vero con Gesù, “il pane vivo disceso dal cielo”.” “Domande e situazioni che interpellano anche la Chiesa, il suo annuncio, il modo di proporre il Vangelo oggi, le liturgie spesso stanche e ingessate, i compromessi. ” “Una Chiesa comunque coraggiosa e desiderosa di misurarsi con un evento non facile e non prevedibile, spinta in ciò dal carisma del Papa. Più coraggiosa del mondo laico, incerto fra fastidio e meraviglia, con i mass media che hanno per la prima volta acceso i faretti su di un mondo giovanile che si ostinavano a non vedere, presi come sono nel raccontare il giovane che trasgredisce, stanca immagine di un adulto in crisi.” “Che la nuova trasgressione, che questi ragazzi vogliono vivere, sia invece quella che propone don Oreste Benzi, quando indica nell’amore del Vangelo la più formidabile disobbedienza ad un mondo adulto che ormai conosce solo l’egoismo?” “GIOVANNI TONELLI ” “