Dite sì a Cristo” ha esortato il Papa-nonno ai suoi giovani. “Noi serviremo il Signore nostro Dio e obbediremo alla sua voce” (Gs 24,24), hanno risposto i giovani. Hanno acceso le loro lampade e da prato di fiori di campo questi milioni di giovani colorati sono diventati firmamento di stelle.” “Eccolo “il cuore giovane della Chiesa”, come li ha definiti il “magico vecchio”, eccolì lì miti, docili, disponibili eppure allegri, vociosi, abbracciati e accoccolati sotto uno stuoino rosso per coprirsi dal sole, oppure uniti in una lunga fila indiana che si danno la mano per non perdersi e il primo della fila, come in un quadro naif, si attacca al cordone dell’ancor più giovane frate. Contro il cinismo ricorrente di un mondo omologato e massificato questi giovani, invitati dal vecchio nonno ad andare contro-corrente, esplodono con le loro “ole” e le braccia alzate come un toccasana di tenerezza.” “Una tenerezza non superficiale perché invitati a “fare della propria vita un laboratorio della fede”. Come hanno fatto in questi giorni mitici della loro Gmg nelle oltre 200 catechesi e negli oltre 300 Incontragiovani. Laboratori che significano elaborare, pensare per “migliorare il mondo”, “senza prestarsi – incalza l’autorevole ma “scavezzacollo” nonno – ad essere strumenti di violenza e distruzione”. Non collaborare, insomma, alla violenza e alla morte, saper resistere e opporsi: alle armi, alle guerre, alla fame, al denaro…per “non rassegnarsi ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro” e “difendere la pace pagando anche di persona se necessario”. Proprio come i nuovi martiri (da Romero ai mille sacerdoti e laici uccisi) proclamati al Colosseo durante la Via Crucis.” “Il cuore giovane della Chiesa non è addormentato, sono “le sentinelle della notte” che le svegliano l’aurora (Is 21, 11-12), ne provocano, cioè, con la loro ansia di vita, la venuta.” “Adunata oceanica, questa Gmg, ma non assordante, allegra e vociosa ma piena di pensiero, per imparare non ad odiare, come le oceaniche adunanze di fascista e nazista memoria, non per combattersi gli uni gli altri, ma per volersi bene come solo i giovani sanno fare, con immediata risposta, senza steccati e superando confini ideologici, etnici e culturali.” “E fare così l’unica multinazionale e l’unica globalizzazione consentita: quella dello Spirito Santo e della fraternità umana, la mondializzazione, cioè, della giustizia, della pace, dei diritti umani, della salvaguardia del creato e della valorizzazione della donna; in una parola, la politica della corresponsabilità e l’economia della reciprocità.” “Questi mini-pellegrini della tenerezza hanno mostrato a noi adulti, assuefatti e imbrigliati in ragionamenti verbosi e opachi, la loro brillantezza di stelle del firmamento. Al mondo di adulti dove contano le apparenze (“da dove vieni”… e i vecchi e nuovi immigrati ne sanno qualcosa), questo cuore giovane della Chiesa insegna che nella loro tenera e sorridente visione della vita conta molto di più sapere “dove vai”. E sembrano, questi giovani, essere teneramente ma caparbiamente determinati ad andare verso un mondo meno violento, meno affamato, più libero, più affettuoso, in una parola più tenero!” “Ma al cuore giovane della Chiesa possiamo aggregarci anche noi, generazione che li ha preceduti, per essere insieme, anzi facendoci guidare dal loro sogno di tenerezza, “il cuore pensante della baracca”, come direbbe Etty Hillesum. Della baracca-mondo che vive ancor oggi i suoi tristi giorni di guerra, fame, violenza, morte della natura, che rende “così difficile credere”. Ci aspetta il decennio della nonviolenza proclamato dalle Nazioni Unite, per essere ad un tempo cuore giovane e cuore pensante della baracca mondo. Facciamolo insieme!” “GIULIANA MARTIRANI” “