Le cronache intorno alla Gmg2000 sono, al di là del punto di vista di chi le racconta, accomunate da una tonalità comune che può essere ben espressa dalla parola “stupore”. Stupore di fronte allo stile ad un tempo allegro, entusiasta e composto della quasi totalità dei partecipanti. Stupore per la straordinaria corrente di affetto tra il Papa ed i “suoi giovani”. Stupore per la semplicità e l’entusiasmo con cui i partecipanti alla Gmg hanno sopportato la fatica e i disagi della due giornate conclusive. Ma, soprattutto, stupore per il fatto che questi giovani si siano aggregati in una dimensione così smisuratamente inusuale convocati dalla fede cristiana e dalla trama dei valori a cui essa richiede fedeltà.” “Occorre però anche osservare che alcuni giornali, magari con l’aiuto di qualche “esperto” laico militante, hanno tentato di negare la particolarità di questa convocazione, affermando che per molti giovani essa sarebbe il frutto di altri motivi, meno nobili e impegnativi di quelli religiosi, ma più facilmente ascrivibili allo stereotipo che distorce lo sguardo di molti adulti quando osservano il mondo giovanile.” “Tra questi motivi i più gettonati sono il cosiddetto “effetto Woodstock”, rinforzato dal fatto che si trattava di un incontro mondiale di giovani, dalla possibilità di venire a Roma a prezzi stracciati e di vivere un’avventura con le sue relative scomodità. Il tutto per negare l’evidenza che queste giornate hanno reso visibile il forte radicamento della fede e della speranza cristiana in una parte consistente del mondo giovanile.” “Le argomentazioni di questi “esperti” vengono rafforzate dall’osservazione – frutto di alcune interviste giornalistiche volanti, prive di qualsiasi significatività scientifica per essere in qualche modo rappresentative dei due milioni di partecipanti alla Gmg – che questi giovani fanno normalmente sesso al di fuori del matrimonio, e che durante le confessioni non avrebbero parlato di questa loro condotta sessuale, che fumano gli spinelli e che, quindi, questi giovani non sarebbero sostanzialmente diversi dai loro coetanei non credenti, essendo portatori di una morale alquanto diversa da quella proposta dalla Chiesa.” “Occorre rilevare che questo stupore, con tutti i suoi derivati come, ad esempio, la svalutazione dell’evento che lo provoca, è, paradossalmente, un figlio legittimo della società della comunicazione di massa. Infatti la comunicazione di massa tende a legittimare l’aforisma per cui “se un albero cade ” ” nella foresta e la televisione non lo riprende, quell’albero è veramente caduto?”. In altre parole la realtà sociale è solo quella disegnata dai mass media.” “Nel caso del mondo giovanile, questa realtà era sino a ieri disegnata da giovani che buttano i sassi dal cavalcavia, che si impasticcano in discoteca e che muoiono negli incidenti del sabato notte, che non vogliono spostarsi dal sud al nord per trovare lavoro, che sono disinteressati dalla politica, che stanno in casa dei genitori sino ai trent’anni e così di seguito.” “Ora l’evento del Giubileo dei giovani ha reso esistente, invece, una realtà mondiale di giovani cristiani che hanno preso sul serio la loro fede, al di là delle debolezze che non rendono sempre coerente la loro vita. Ma a questo proposito noi adulti faremmo bene a farci un esame di coscienza circa il reale livello di coerenza alla fede, non importa se cristiana o laica, che riusciamo ad esprimere negli atti della nostra vita quotidiana. Questi giovani esistevano già da prima, e quelli convenuti a Roma non ne sono che una piccola parte, ma erano socialmente invisibili. L’evento Gmg li ha resi visibili e quindi esistenti nella comunicazione di massa. ” “Un altro aspetto significativo è stato, a mio avviso, il seme che il Santo Padre e gli organizzatori hanno gettato in queste giornate: la speranza che la vita umana sulla terra può essere redenta perché Cristo è venuto ad abitare in mezzo a noi. I giovani che hanno partecipato alla Gmg abitano, in gran parte, una cultura sociale che tende a rinchiuderli nell’angusto orizzonte del presente, privandoli sia della memoria che dei sogni di futuro, e in una soggettività che spesso assume l’aspetto della solitudine narcisistica.” “Consapevole di questo la Gmg ha ricordato loro che essi abitano una memoria, che sono figli di una lunga tradizione e nello stesso tempo ha offerto loro il sogno che la vita può essere onorata, difesa da tutto ciò che ne minaccia la santità, che il lavoro per la giustizia, la pace, l’uguaglianza tra gli uomini – nonostante le debolezze umane – è reso efficace dal sacrificio di Gesù, che le differenze di culture e razze non sono un ostacolo alla vita sociale ma, al contrario, la ricchezza su cui si fonda il suo continuo progresso e rinnovamento.” “Tutto questo all’interno di un’esperienza in cui il perdono, la riconciliazione, sono stati proposti come il segno evidente dell’amore che Dio ha per ognuno di essi. Questo seme, che è stato reso caldo ed emozionante dalla tenerezza del Papa per i giovani, è un fatto nuovo nell’orizzonte sociale che, se darà frutto, potrà offrire alle nuove generazioni quel protagonismo senza il quale le società non evolvono, specialmente sul piano della qualità della convivenza umana. Ma come ci insegna Gesù con la sua parabola i semi possono anche cadere tra i rovi, nel terreno sassoso o possono essere mangiati dagli uccelli e in questi casi il loro frutto o non ci sarà o sarà effimero. Spetta ora ai pastori e agli educatori delle chiese locali operare perché il terreno in cui questo seme è caduto sia mantenuto o divenga il più fertile possibile.” “MARIO POLLO” “