L’OMICIDIO DI ANDRIA: IL CAPPELLANO DEL CARCERE, “SIAMO TUTTI COMPLICI” (2)

Di fronte alla dramma della pedofilia e alle tragedie che provoca, prosegue don Raffaele Sarno, cappellano della casa circondariale di Trani e direttore della Caritas della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, “potremmo illuderci di trovare soluzioni semplici, drastiche, ma le tensioni sotterranee continueranno ad esistere ed esploderanno improvvisamente. Crediamo occorra grande responsabilità da parte di tutti e soprattutto la capacità di capire che sia necessario un lungo e faticoso cammino formativo. Proporre, come hanno fatto alcuni, la pena di morte per questi casi specifici, significa fare facile demagogia, strumentalizzare il dolore, rinviare senza fine la soluzione dei problemi”. ” “”In particolar modo – conclude il sacerdote – è necessario prendere coscienza che questi cinque ragazzi di Andria non sono extraterrestri giunti da chissà quale galassia, ma espressione della nostra società, della nostra cultura, del nostro stile di vita, povere di valore, di punti di riferimento, accecate da traguardi irraggiungibili e perciò ancor più frustranti. I loro volti, il linguaggio, il modo di vestire, gli atteggiamenti, i gusti, i vuoti, sono gli stessi dei nostri figli, dei tanti giovani che affollano le nostre strade. E’ la loro normalità che può spaventare, perché altrettanto inquietante è la nostra ‘normalità’. E’ urgente una riflessione collettiva su quanto è accaduto, senza facili condanne, affinché si avvii un serio lavoro educativo che punti a formare coscienze forti, autentiche, capaci di superare il ‘niente’ interiore. Ma soprattutto è indispensabile che la società si faccia carico delle sue componenti più deboli, senza creare ghetti sociali o culturali, promuovendo la dignità di chiunque. Può essere scomodo dirlo, ma abbiamo bisogno di una società più responsabile, riconciliata, capace di perdono e accoglienza, ricca di solidarietà e condivisione, attenta a recepire e sviluppare le esigenze più autentiche della persona”.” “