Il verdetto della Corte d’Appello della Virginia che ha condannato Rocco Barnabei, afferma oggi un comunicato l’Associazione italiana maestri cattolici “non può mettere a tacere le coscienze”. “Decretare la morte di una persona, colpevole o innocente che sia, legittimare un omicidio dello Stato come atto di giustizia, magari spettacolarizzarlo sotto il pretesto falso che una punizione esemplare serva”, affermano, “è fare un’iniezione letale all’umanità stessa”. “Il mandare a morte un uomo – osservano – attenta in modo pesante a quella speranza che è investimento di futuro, è credere alla possibilità di riscatto, è offrire opportunità di riabilitazione. La morte che risponde alla morte annienta la fiducia che l’uomo, capace di orrendi errori, sia anche in grado di qualche sussulto di recupero di dignità”. All’inizio di un anno scolastico “che, pur con tanti problemi, trova pienezza di senso proprio nel credere nell’uomo e nella speranza di un futuro qualitativamente migliore, la porta della cella della morte che inghiotte una vita provoca un rumore particolarmente stridente”. L’Aimc ricorda infatti che “in ogni persona c’è un lato, forse nascosto, dal volto umano” e invita “ad imboccare con determinazione la strada educativa”: “Sostenere il formarsi di personalità sicure che considerano la vendetta come atto di debolezza, favorire il discernimento per non nascondere le responsabilità dietro legge disumane anche se codificate, scoprire il valore della vita propria ed altrui, crescere nel rispetto dell’altro di cui mai nessuno può considerarsi padrone, guardare l’errore, piccolo o grande che sia, come fallimento momentaneo da cui poter uscire, possono essere argini da costruire fino dalla prima età per evitare, a lungo termine, acquiescenze disastrose e favorire invece il radicarsi di una cultura della vita”. ” “” “” “