Direttive per la salvaguardia degli organi, fondi per il loro restauro, realizzazione di un inventario e progetti comuni per incentivare la formazione di esperti sono alcune delle urgenze emerse a Varazdin, in Croazia, dove dal 10 al 16 settembre si è svolto il primo congresso europeo sul tema “L’organo come eredità culturale europea”. Nel corso del congresso, promosso dal Pontificio consiglio per la cultura, in accordo con la diocesi locale ed il Ministero della Cultura della Repubblica croata, è stata resa nota la “Risoluzione Varazdin 2000″.” “”Solo un grande investimento – si legge nella risoluzione – può salvare l’eredità storica degli organi europei. La scarsità di fondi non consente di mantenere in condizioni ottimali molti di questi strumenti. E questo a causa di poca attenzione da parte dei governi e delle autorità ecclesiastiche a questi strumenti musicali di valore”. Per porre rimedio, la risoluzione propone “la stesura di una lista di organi di importanza storica, l’emanazione di direttive comuni per la loro salvaguardia e il loro restauro” e richiede che queste vengano introdotte “nelle scuole per costruttori di organi, per esperti di organi, organisti e teologi”. A finanziare l’investimento, prosegue la risoluzione, “oltre ai Governi e alle Chiese dell’Unione europea, dovrebbero essere istituzioni come l’Unesco ed il Consiglio d’Europa”. Al congresso hanno partecipato oltre 100 rappresentanti da 15 Paesi europei.” “In Italia lo scorso anno il Senato ha approvato il progetto di legge n. 6269 per il restauro degli organi antichi che riconosce tra le cose di interesse artistico e storico gli organi antichi ed istituisce una Commissione nazionale permanente per la tutela del patrimonio organario antico, regolandone il restauro. Secondo stime approssimate per difetto gli organi a canne in Italia sono almeno 12 mila. La totalità di essi è di proprietà ecclesiastica e destinata al servizio liturgico.” “