“Non vi chiedo di costruire chiese ma di riedificare scuole e ospedali, di riparare le case e quando la popolazione avrà ritrovato condizioni di vita accettabili, ricostruirà i propri luoghi di culto”. Con queste parole l’arcivescovo di Sarajevo, il cardinale Vinko Puljic, ha accolto ieri una delegazione del parlamento croato guidata dal suo vice presidente Zdravko Tomac.” “Il cardinale ha ricordato che “esistono due facce della politica: quella che si occupa del bene comune, che la chiesa ha sempre sostenuto e quella che si interessa solo del potere, che abbiamo sempre avversato”. In particolare, riferendosi al dramma dei rifugiati il cardinale ha ricordato che “il rientro in patria è lento e difficile e tra loro c’è un clima di sconforto”. “Qualcuno – ha aggiunto – dovrà essere ritenuto responsabile per questa situazione se non davanti agli uomini, certo davanti a Dio”.” “Sul tema dei rifugiati si è soffermato anche il vice presidente Tomac che ha ricordato come i parlamenti delle due nazioni “non devono restare sordi ai destini delle popolazioni afflitte dalla guerra. La Bosnia – Erzegovina deve essere una nazione formata da tre costituenti nazioni etniche in cui nessuna deve dominare”. Purtroppo, è stato detto dalla delegazione, “i cittadini croati della Bosnia-Erzegovina stanno diventando di seconda classe”. Si calcola che nel 1999 sono stati 80 mila i croati che hanno lasciato la Bosnia per altri nazioni da cui non intendono fare ritorno.” “