UN AEREO PER L’IRAQ, PER DENUNCIARE UN ‘EMBARGO ASSASSINO’

Se non ci saranno altri ostacoli ed imprevisti, il prossimo 29 settembre un aereo partirà da Parigi per raggiungere Baghdad. A bordo ci saranno religiosi, esponenti della politica, della cultura, della scienza, dell’arte, della diplomazia, Premi Nobel, rappresentanti sindacali e responsabili delle Ong. Circa 150 persone si fermeranno a Baghdad per tre giorni per visitare ospedali, università e incontrare rappresentanti delle Ong, delle comunità religiose cristiane e musulmane. Una spedizione con un unico obiettivo: richiamare l’attenzione del mondo su un ‘embargo assassino’ che nell’arco di 10 anni ha causato oltre 1 milione e mezzo di morti. In Iraq, ha spiegato questa mattina uno dei promotori dell’iniziativa, padre Jean Marie Benjamin, “si registra la morte di un bambino al di sotto dei 5 anni ogni 8 minuti. Una morte lenta e dolorosa, causata da malattie e malnutrizione. Ogni mese si contano circa 5000 vittime innocenti a causa di un embargo crudele ed ingiusto. E ciò in contrasto con la Carta delle Nazioni Unite e quella dei Diritti dell’uomo che sanciscono che nessun fine può essere giustificato se causa morti per fame e malattie fra le popolazioni”. E’ tempo, ha proseguito, che “l’opinione pubblica internazionale, che giustamente si mobilita per un condannato a morte negli Usa, lo faccia anche per migliaia di bambini iracheni” che muoiono ogni giorno. “Trattare situazioni di grande sofferenza come quella irachena con la metodologia politica non basta – ha osservato padre Gianmaria Polidori, francescano presidente dell’Assisi Pax International -. E’ necessario che le nazioni perseguano anche la strada del dialogo e dell’incontro. Sul futuro dell’Iraq oltre al dramma delle malattie e della fame incombe il gap culturale causato dal fatto che su 10.334 scuole, più di 8000 sono state distrutte o sono inutilizzabili. Da dieci anni la generazione più giovane di questo Paese non riceve più un’istruzione e ciò peserà sul suo futuro”.