CONSIGLIO PERMANENTE: DOCUMENTO FINALE, “NO” ALLA DISSOCIAZIONE TRA SCIENZA E FEDE (2)

Una Chiesa più “missionaria”: è quella che emerge dalla prima bozza degli Orientamenti pastorali per il prossimo decennio, approvata nel corso del Consiglio permanente della Cei, svoltasi a Torino dal 18 al 21 settembre. Dopo il primo capitolo dedicato alla figura di Cristo – si legge nel documento finale dei lavori, presentato oggi – nel secondo capitolo della “bozza” si evidenziano “le principali sfide poste dall’evoluzione culturale e sociale dell’Europa, gli spazi e le opportunità che questa offre per la proposta cristiana, e le responsabilità a cui è chiamata la Chiesa”. L’ultimo capitolo è invece dedicato “alle esigenze di rinnovamento della comunità cristiana e di ripensamento del lavoro pastorale, che deve convergere sempre più sulla centralità dell’Eucaristia, sulla prima evangelizzazione, sulla collaborazione dei laici e sul coinvolgimento dei giovani e delle famiglie”. I vescovi, in particolare, sottolineano l’esigenza di “dare spazio nel documento alle nuove modalità di evangelizzazione e di missione, che impegnano i sacerdoti e gli operatori laici alla ricerca di itinerari di primo annuncio nei vari ambienti di vita”. La bozza degli Orientamenti sarà ora inviata a tutti i vescovi italiani per la fase di consultazione; la prima stesura del testo sarà presentata al Consiglio permanente del gennaio 2001, mentre l’approvazione del documento finale avverrà nell’assemblea della Cei del maggio 2001. Nel corso del Consiglio permanente sono stati nominati i membri delle 12 Commissioni episcopali (i cui presidenti erano stati nominati nella scorsa assembla della Cei). Si è discusso, infine, del recente disegno di legge sullo statuto giuridico e sul reclutamento degli insegnanti di religione: il fatto positivo, per i vescovi, è “la possibilità dell’ingresso in ruolo con una definitiva parità di trattamento normativo ed economico con i colleghi i altre discipline”, mentre è “incongrua la prospettata connessione tra l’ingresso in ruolo e il possesso di una laurea in discipline non attinenti alla qualità e alla natura dell’insegnamento della religione cattolica”. ” “” “