“Nessun bene potrà derivare all’umanità da una scienza che non si metta totalmente al servizio dell’uomo e non abbia come presupposto il rispetto incondizionato di ogni esistenza umana, dal concepimento al suo termine naturale”. E’ quanto ribadiscono i vescovi italiani, nel documento finale diffuso oggi, al termine del Consiglio permanente della Cei, svoltosi a Torino dal 18 al 21 settembre. “Molto interesse”, infatti, ha suscitato la parte della prolusione del card. Camillo Ruini, presidente della Cei, dedicata allo sviluppo delle biotecnologie. Le problematiche etiche connesse a questo ambito, secondo i vescovi, sono al centro del “dialogo contemporaneo fra scienza e fede”, che sollecita “una maggiore qualificazione culturale della comunità ecclesiale, sia attraverso specifiche iniziative di formazione, sia attraverso la sensibilizzazione dei cristiani sui nodi critici ineludibili”. Ampiamente “condivisa” dai vescovi, inoltre, la posizione del card. Ruini sull’immigrazione, tesa a “coniugare positivamente l’istanza della crescita di una cultura dell’accoglienza con quella di una ferma repressione degli abusi”; in particolare, si legge nel documento finale, va segnalata “la crescita della delinquenza e dei traffici illegali che non ha ancora trovato, da parte dello Stato, una risposta efficace”. Ciò che preoccupa la Chiesa italiana, inoltre, è “la crescita della povertà e della disoccupazione nelle regioni meridionali del nostro Paese, così come l’accentuarsi di una deriva etica che è alla base di fenomeni come l’abuso sui minori e la violenza contro persone indifese”. E’ stata richiamata, infine, l’attenzione “sui sempre irrisolti problemi delle carceri”, che per i vescovi pongono “una serie di interrogativi che meritano di essere colti ed affrontati da parte delle autorità civili e del mondo ecclesiale” (segue). ” “” “