Di ritorno dal suo terzo viaggio in Cina, il card. Roger Etchegaray ha raccontato la sua esperienza rilasciando oggi un’intervista alla Radio Vaticana. In essa il cardinale conferma che il suo viaggio ha oltrepassato lo scopo principale che era quello di partecipare al simposio su “Religioni e Pace”. Dopo i lavori del convegno, ha spiega, “si apriva davanti a me un cammino tutto nuovo su cui desideravo avventurarmi, con la grazia di Dio, come messaggero giubilare della riconciliazione tra cattolici, poiché è ben questa la più grande sfida che deve affrontare la Chiesa in Cina, e il Giubileo, come dice lo stesso Giovanni Paolo II, è il tempo favorevole per tutte le audacie apostoliche, per tutte le speranze spirituali. Ritorno più che mai convinto della necessità e dell’urgenza di questa testimonianza di unione, soprattutto nel momento in cui la Cina ‘si sveglia’ al più grande cambiamento sociale della sua storia”.” “Nell’intervista, il cardinale esprime “rammarico” per non essere stato autorizzato ad incontrare i rappresentanti della Chiesa sotterranea, e annuncia di aver protestato “energicamente” per le nuove ondate di arresti di fedeli. Inoltre conferma di avere incontrato esponenti della Chiesa patriottica, ricordando di aver già precisato che nessuno dei suoi passi “avrebbe potuto essere interpretato come un’approvazione delle strutture della Chiesa ufficiale. Sono le persone – specifica – che mi interessano prima di tutto, ma non potevo raggiungerle che attraverso un’Associazione legata al governo e onnipresente”. Guardando la Cina da lontano, osserva, “alcuni sono tentati di voler tagliare tutto con il coltello come nel giorno del giudizio finale. Ma vissuto dall’interno, ci si accorge che si è ancora nella stagione evangelica in cui non si può separare il grano dall’oglio . Tanto più che si tratta in fondo di una sola Chiesa in cui una fede comune cerca, a poco a poco, di superare ciò che fino a questo momento separa sfortunatamente ‘clandestini’ e ‘ufficiali'”. Ripercorrendo le varie tappe del viaggio, il card. Etchegaray parla anche delle visite ai seminari nazionali di Pechino e di Shangai, dove ha incontrato “giovani avidi del Vangelo e appassionati del Papa”. Una constatazione che “rende ancora più insopportabili le divisioni che vengono da tragiche e complesse contingenze della storia”.” “” “” “