Dopo aver avuto notizia dell’inizio delle riprese a Palermo del film tv per Raiuno “Mille giorni a Brancaccio” sulla vita di padre Pino Puglisi, la Commissione diocesana per l’istruttoria della causa di beatificazione del sacerdote vittima della mafia, facendosi interprete anche dei desideri dei familiari del sacerdote, ha contattato Matteo Levi e Gianfranco Albano, rispettivamente, produttore e regista del telefilm, al fine di conoscere i particolari dell’iniziativa. Lo rende noto oggi in un comunicato l’arcidiocesi di Palermo precisando che “in base alle informazioni ricevute la vicenda raccontata nel film sarà in gran parte ispirata dalla libera fantasia degli autori e non sarà pertanto una biografia dei reali avvenimenti della vita di don Puglisi”, il personaggio “non verrà mai citato con il cognome Puglisi, al termine del film verranno utilizzate alcune immagini dei funerali reali del sacerdote e durante le due puntate si farà riferimento ad alcuni episodi della sua vita, non meglio specificati”. L’arcidiocesi rende noto che, venuta a conoscenza di questi particolari, la Commissione ha espresso “perplessità sulla mescolanza di elementi reali e di fantasia” che potrebbe indurre i telespettatori a considerare il telefilm come il racconto realistico della biografia del servo di Dio e ha precisato che “ai suoi componenti non è stata chiesta nessuna collaborazione o consulenza, né tanto meno ciò è avvenuto in passato, al momento della stesura del progetto e della sceneggiatura per il film tv”.