“Sotto il profilo etico danno un’immagine di città ospitale, in cui la famiglia si apre e mette a disposizione la propria casa. La famiglia ospitale in termini di relazioni umane offre un valore aggiunto, umanizza il turismo, crea rapporti di amicizia”. Spiega così Nicolò Costa, docente di sociologia del turismo all’Università di Milano Bicocca, il crescente successo dei bed and breakfast, una nuova tipologia di alloggio che si sta affermando sempre di più tra i turisti in arrivo a Roma. ” “Secondo dati dell’Apt i bed and breakfast sono 950 solo a Roma, 1500 nel Lazio. Si tratta di alloggi economici, prenotabili anche per Internet e vincolati da precise leggi regionali. Hanno costi di gestione modici grazie alla esiguità delle strutture e al basso numero di mano d’opera impiegata. Alloggi a volte “spartani” che prevedono, generalmente compreso nel prezzo, il servizio di prima colazione, per una somma media di 50/60 mila lira a notte. Una formula di sistemazione gradita ad una clientela di passaggio, italiani, ma anche tedeschi e francesi. “I soldi guadagnati – riferisce ancora Costa – vengono utilizzati per integrare il reddito familiare e per fornire ulteriori servizi di qualità. Chi apre un b&b, per Costa, deve “conoscere le lingue, avere capacità relazionali, essere cosmopolita, professionalizzato ed umanizzato”. E la sua gestione richiede “alti standard di qualità intellettuale e culturale. E vi si può riuscire solo umanizzando il servizio”. “E’ opportuno – conclude il docente – che in futuro ci sia maggiore chiarezza sul valore di umanità e di autenticità che il “b&b” può avere attraverso la combinazione di competenza professionale e capacità umane e cristiane. Occorrono a riguardo corsi di formazione adeguati per affrontare il tema della famiglia ospitale. E la Chiesa è nelle migliori condizioni per farlo “.” “” “” “