“C’è un patrimonio di vita, di testimonianza, di esperienza che l’Azione cattolica ha ricevuto da coloro che hanno preceduto l’attuale generazione; Luigi Gedda appartiene a coloro che hanno contribuito a edificare l’associazione di oggi: ciò che noi oggi viviamo è anche il frutto della vita, del sacrificio, dell’impegno, dell’intelligenza dei nostri predecessori”. Così la presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, Paola Bignardi, descrive l’eredità lasciata da Luigi Gedda scomparso ieri a Roma. “Nel clima culturale ed ecclesiale del suo tempo”, spiega Bignardi, Gedda “ha contribuito a dare ai giovani il senso della coerenza tra l’impegno di cristiani e quello di cittadini. Ai laici dell’Azione cattolica di oggi” la testimonianza dell’antico presidente “ricorda che un laico cristiano non può prescindere dalle sue responsabilità di cittadino” e “resta suo e imprescindibile il compito di farsi carico del proprio tempo”. “Un grande amore alla Chiesa, un amore per il quale l’Azione cattolica ha costituito tramite, mediazione, scuola” è un’ulteriore eredità lasciata da Gedda. Riferendosi al recente Giubileo della terza età, Paola Bignardi ha ricordato che “molti degli anziani presenti erano ex baschi verdi che al tempo della grande manifestazione del’48 furono in Piazza San Pietro con quella Gioventù maschile che portava una forte impronta dell’azione di Gedda”. “Se a distanza di tanti anni – osserva – dura la fedeltà agli impegni assunti” in tempi ormai lontani, “si può capire la forza della proposta formativa che l’Azione cattolica faceva ai suoi giovani soci”. “A noi Gedda e la sua generazione – conclude la presidente di Ac – lascia l’eredità di un’esperienza che ha saputo formare nel tempo persone dalla coscienza forte, coerente, generosa; lascia anche il compito di continuare l’esperienza associativa che abbiamo ricevuto: con la stessa dedizione, con lo stesso impegno, con la stessa coerenza”.