MEIC: L’EUROPA HA BISOGNO DEL MEDITERRANEO

“L’Europa va reinterpretata in chiave Mediterranea”, così Mario Signore, pro-rettore dell’Università di Lecce e vice presidente del Movimento ecclesiale di impegno culturale, Meic, riassume il senso del convegno che si è aperto oggi ad Ostuni, in Puglia, dal titolo “Mediterraneo-Europa. Un ponte per lo sviluppo e la solidarietà”. “Se non vogliamo accontentarci – afferma Signore – della pur agognata meta della moneta unica europea e puntiamo a costruire un’Unione europea dal punto di vista politico e culturale, non possiamo trascurare questo mare. Non dobbiamo lasciare il Mediterraneo come un lago vuoto, solcato solo dai gommoni degli immigrati. Deve tornare ad essere un mare che ribolle di idee, di culture, di tradizioni che si incontrano e dialogano tra loro. Questo arricchirà tutta l’Europa”. Signore invita a rileggere “la lezione di Levinas e, invece di chiedere di sparare sui gommoni, dovremmo riscoprire il gusto di cercare e di conoscere il volto dell’altro. Solo così si potrà passare dalla cultura della separazione a quella dell’integrazione” tra la sponda Nord e quella Sud del “mare nostrum”. “Le culture che abbiamo di fronte – spiega il vice presidente del Meic – non sono culture dimidiate che attendono di progredire al livello della nostra. Abbiamo bisogno delle culture del sud e dell’oriente per riscoprire valori perduti e radici dimenticate. Per esempio la ‘cultura del racconto’, che noi abbiamo frettolosamente sostituito con la cultura del ‘fare di conto’. La cultura del racconto è tipica di tante tradizioni di cui gli immigrati, ad esempio, sono portatori. Oppure una concezione diversa del tempo che l’oriente porta con sé e che noi dovremmo riscoprire”.