DISAGIO PSICHICO: CARITAS ITALIANA, “TUTTA LA COLLETTIVITÀ SE NE FACCIA CARICO”

“È apprezzabile che importanti forze sociali riprendano con forza, anche in maniera integrata fra le diverse componenti coinvolte, l’attenzione al tema del disagio psichico, spesso sotterraneo nelle politiche socio-sanitarie nel nostro Paese”. E’ il parere di Francesco Marsico, della responsabile dell’Ufficio Servizi Sociali e Promozione umana della Caritas italiana, sulla prossima diffusione in tutte le strutture pubbliche e private della “Carta dei diritti per la salute mentale” presentata ieri dalla Cgil, che elenca in 16 punti i diritti degli utenti e degli operatori per la salute mentale. “In Italia, il numero di persone che soffre di disturbi psichici è di circa 450.000 unità – ricorda Marsico -. Ogni anno quasi 130.000 persone si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche. A questi dati sarebbe poi corretto aggiungere i familiari stretti e conviventi, che portano sulle loro spalle il peso della cura e del trattamento, spesso in situazioni difficili e con carenza di risorse economiche e assistenziali”. Per questo, sottolinea, “è fondamentale ripartire dai diritti delle persone colpite dal disagio mentale, che in parte ancora subiscono forme estreme di segregazione e che comunque vivono forme di esclusione più o meno striscianti”. Del problema del disagio psichico, sottolinea Marsico, “non soltanto gli utenti, gli operatori e i familiari sono chiamati a farsene carico, ma tutta la collettività”: “Pensiamo ad esempio all’abbandono degli ammalati psichiatrici lungodegenti, che perdono il contatto con le famiglie di origine, o ai malati di gruppi sociali al margine (persone senza fissa dimora, immigrati di prima generazione, ecc). È evidente allora – conclude – che solo comunità locali capaci sempre più di includere il disagio e la differenza, possono formulare politiche complessive e sviluppare percorsi di integrazione senza deleghe agli specialisti o ai familiari. In questo senso diviene rilevante il ruolo del volontariato – anche se nell’ambito psichiatrico appare meno presente rispetto ad altri settori – non con una funzione sostitutiva, ma con il compito di accompagnare le persone e le loro famiglie, e di contribuire all’azione di monitoraggio e valutazione delle politiche locali in materia”.