Dopo due anni di lavoro la parte occidentale della Necropoli Vaticana, situata sotto la Basilica di San Pietro, dove si trova la tomba dell’apostolo posta proprio al centro della cupola di Michelangelo, mostra da oggi ai pellegrini e ai visitatori un volto restaurato ed illuminato con tecniche innovative. A cinquant’anni di distanza dalla scoperta del sito dove era custodita la tomba del Principe degli Apostoli, in seguito alle ricerche condotte sotto l’impulso di Pio XII, ha spiegato questa mattina il card. Virgilio Noé, presidente della Fabbrica di San Pietro, era urgente intervenire per “fermare il degrado di strutture murarie, stucchi e affreschi” e provvedere ad un impianto di illuminazione che valorizzasse il luogo che custodisce la memoria apostolica della fede. Un complesso intervento di risanamento mirato ad arrestare l’aggressione di muffe, funghi, alghe, solfati, accompagnato dal progetto illuminotecnico, realizzato dall’Enel che in Vaticano ha già provveduto all’illuminazione della facciata della basilica di San Pietro. E’ stata privilegiata una luce con un colore analogo a quello della luce naturale, ma con bassa emissione di calore, per evitare di creare squilibri nel microclima, con un uso si fibre ottiche per ridurre l’impatto e miniaturizzare l’ingombro degli apparecchi. Insomma una sorta di “sole freddo” che ridarà luce alla necropoli, che custodisce reperti cristiani e pagani, dove è nata la Chiesa di Roma. Durante questi due anni, i lavori sono stati condotti senza interrompere la possibilità di affluenza dei visitatori, che ogni giorno sono circa duecento divisi in piccoli gruppi.