NOTA SETTIMANALE SIR. Trasmettiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana

Il parlamento non riaprirà che a metà settembre, ma il carosello di una cronaca politica arroventata non ha dato tregua neppure durante le settimane del caldo record e degli incendi. Emergono così con ancora maggiore evidenza i tratti della politica-spettacolo, che moltiplica le dichiarazioni e gli interventi, ma rischia di smarrire, in un indefinito presente, tanto la prospettiva lunga necessaria per misurarsi con le sfide storiche che pure si sono profilate in queste settimane, a partire dai temi delle biotecnologie, quanto la concretezza dell’attesa di “buongoverno”.” “Forse allora questa può essere la chiave per osservare e partecipare al dibattito politico, che già da qualche mese ha come unico traguardo le elezioni, in calendario, salvo colpi di scena, per la tarda primavera 2001.” “Proprio per il limite intrinseco della politica contemporanea – lo abbiamo toccato con mano assistendo alle conventions dei due partiti americani in vista delle presidenziali di novembre – è necessario che nella società ci siano attori in grado di incalzare partiti, gruppi e movimenti sempre più “elettoralizzati” da un lato sulla prospettiva lunga, dall’altro sulla concretezza dei bisogni e delle attese dei cittadini.” “E’ probabilmente questa la grande scommessa della cosiddetta “transizione” italiana, in cui, da ormai una decina di anni, si rincorrono personaggi, spezzoni di idee, gruppi e movimenti, assemblati e riassemblati nelle più diverse situazioni. E’ in questo senso anche l’orientamento del variegato “mondo cattolico”, al di là delle scelte elettorali contingenti.” “In Italia, per antica consuetudine, il “bipolarismo” rischia di degenerare a lotta di fazioni. Solo irrobustendo il contesto e nello stesso tempo relativizzando la contrapposizione politica, questo esito può essere positivamente scongiurato. Perché la politica, nonostante le tendenze alla globalizzazione a dominante economico-finanziaria, ha un ruolo essenziale nello sviluppo della democrazia.” “Siamo così ai gradi temi in agenda, dall’assetto istituzionale, che investe i processi di riforma interni e quelli dell’Unione Europea, al rinnovamento dello stato sociale, al grande capitolo della libertà e del limite, che oggi investe nuovi spazi, dalle comunicazioni alle biotecnologie. E poi ci sono gli impegni solo all’apparenza più modesti per il buongoverno. E qui c’è veramente molto da fare, dagli investimenti in infrastrutture, all’amministrazione.” “Questa lunghissima campagna elettorale è comunque l’occasione per discutere francamente sui principi ed assumere concrete responsabilità. Una occasione da non sprecare.” “” “” “