La Congregazione per la dottrina della fede raccomanda di “evitare accentuazioni unilaterali, come è il caso di quelle che nel parlare del Regno di Dio passano sotto silenzio Cristo, privilegiano il mistero della creazione ma tacciono sul mistero della redenzione”. Va, al contrario, affermata “l’unicità del rapporto che Cristo e la Chiesa hanno con il Regno di Dio”. Un ultimo aspetto trattato dalla Dichiarazione “Dominus Iesus” riguarda il problema della salvezza: “E’ chiaro – afferma la Congregazione – che sarebbe contrario alla fede cattolica considerare la Chiesa come una via di salvezza accanto a quelle costituite dalle altre religioni”. Si riconosce che “le varie tradizioni religiose contengono e offrono elementi di religiosità”. Ma ad essi “non può essere attribuita l’origine divina e l’efficacia salvifica ex opere operato, che è propria dei sacramenti cristiani”. La Congregazione conclude spiegando che “con la venuta di Gesù Cristo salvatore, Dio ha voluto che la Chiesa da Lui fondata fosse lo strumento per la salvezza di tutta l’umanità. Questa verità di fede niente toglie al fatto che la Chiesa consideri le religioni del mondo con sincero rispetto, ma nel contempo esclude radicalmente quella mentalità indifferentista improntata a un relativismo religioso che porta a ritenere che un religione vale l’altra”. ” “Questa Dichiarazione ha valore di “magistero universale”: pertanto le verità della fede cattolica che espone “esigono – spiega la Congregazione – un assenso irrevocabile da parte dei fedeli”. Già nel 1997 la Commissione teologica internazionale aveva pubblicato un documento dal titolo “Il Cristianesimo e le religioni” per confutare la “teologia pluralistica delle religioni”.” “