SCUOLA: MONS. BONICELLI, “I CATTOLICI DEVONO FARSI SENTIRE DI PIÙ SULLE RIFORME”

“Nel nuovo contesto socio-culturale e istituzionale che si va componendo con le numerose riforme, i cristiani non possono pensare di farsi presenti in modo incisivo soltanto appellandosi ai grandi principi o valori, oppure richiamando le persone ai loro doveri di coscienza”. E’ l’opinione di mons. Gaetano Bonicelli, presidente del Cop (Centro di orientamento pastorale), secondo il quale nelle comunità cristiane “occorre impostare una progettualità culturalmente fondata e orientata operativamente”. L’ultimo numero della rivista “Orientamenti pastorali” (6/2000) traccia, infatti, un bilancio delle recenti riforme scolastiche, anche alla luce dell’ultima proposta del Ministro della Pubblica Istruzione, Tullio De Mauro: l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di Istruzione, che partirà ad ottobre con il compito di “valutare il livello degli studenti e il lavoro dei professori”. Per Bonicelli, la comunità ecclesiale deve “investire, a livello pastorale, maggiori energie nella formazione delle persone e nel sostegno organizzativo alla loro azione in ambito scolastico”, visto che “nelle parrocchie generalmente la preoccupazione per la scuola è scarsa; non c’è traccia sufficiente nella catechesi, nella predicazione, negli impegni concreti della comunità, nella pastorale giovanile”. Riguardo alle riforme attuate e in corso, Bonicelli definisce l’autonomia “un vero e proprio cambiamento del paradigma culturale finora adottato nell’organizzazione scolastica”, mettendo in guardia nello stesso tempo “dal rischio di una perdita di spessore culturale della nostra scuola e dal pericolo che la volontà di adeguarsi all’esperienza di alcuni Paesi europei conduca ad un livellamento verso il basso”. Nel cammino verso la piena ed effettiva parità scolastica, conclude Bonicelli, “siamo soltanto agli inizi di questo cambiamento che coinvolge sia la scuola statale sia la non statale”.