TURISMO: VERSO UN CODICE MONDIALE ETICO

L’elaborazione di un ‘Codice Mondiale di Etica del Turismo’ non rappresenta l’ultimo passo nel tentativo di creare un unico insieme di regole, ma uno strumento che possa cercare di conciliare le esigenze di un mercato mondiale con la crescita di un turismo sostenibile sotto ogni aspetto esistenziale”: lo ha detto, durante il convegno internazionale “Per un Turismo autenticamente umano”, in corso a Rimini in questi giorni, mons. Piero Monni, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione Mondiale del Turismo. Secondo mons. Monni, si registra a volte “una sorta di sentimento di dominio e di arroganza tipico di molti turisti occidentali, collegato alla mancanza di senso del rispetto degli aspetti socio-culturali del paese visitato”. L’aspetto più deleterio di tale “dominio” è costituito dal fenomeno dello sfruttamento sessuale dei bambini. Mons. Monni ha definito il fenomeno come “globalizzazione del turismo sessuale”. Stando ai resoconti dell’Onu, dieci milioni di bambini sono vittime di violenze sessuali e – ha riferito ancora l’Osservatore della Santa Sede – “la studiosa Yahori Matsui, rappresentante dell’Associazione Donne Asiatiche, ha affermato che il fenomeno coinvolgerebbe quasi tutto il Sud est asiatico”. Il fenomeno del resto è diffuso anche in altri paesi dell’America Latina e Africa. Di fronte a una tale situazione, mons. Monni nel suo intervento ha sottolineato che “un Codice Mondiale di Etica del Turismo rappresenta, in qualche modo, la risposta e insieme la conseguenza di questa necessaria riflessione di carattere etico sui valori intrinsecamente connessi all’individuo”.