“La Chiesa cattolica di Hong Kong non deve nulla al governo cinese per l’affitto degli edifici scolastici”. E’ la risposta di Alice Woo, delegata della diocesi di Hong Kong per l’Educazione, alle pretese accampate da un editoriale apparso di recente su un giornale locale. Nell’articolo, informa “Fides”, si afferma che la Chiesa cattolica deve versare al governo cinese 128 mila dollari per l’affitto di strutture scolastiche utilizzate per “attività religiose”. Secondo personalità ecclesiastiche di Hong Kong, la pretesa “è un primo passo suggerito da Pechino per tentare di acquisire il controllo delle scuole ed esautorare i cattolici del sistema educativo nell’ex colonia inglese”. In base a un accordo con le autorità locali al tempo del governo britannico, ricorda “Fides”, le scuole cattoliche di Hong Kong utilizzano edifici pubblici; secondo l’editoriale, la diocesi di Hong Kong froda il governo, usando le strutture scolastiche “per celebrare messe e promuovere attività religiose, senza pagare alcuna rata di affitto”. In particolare, nell’articolo si afferma che “quando negli edifici si svolgono attività non strettamente educative, la Chiesa deve pagare un canone di affitto”. Quando inaugura una nuova scuola, la Chiesa versa un contributo al governo”, dice a “Fides” padre Thomas Law, preside di un istituto cattolico: “La diocesi di Hong Kong già impegna fondi propri per l’educazione alla popolazione locale”, svolgendo così un servizio pubblico. Circa metà degli istituto scolastici esistenti ad Hong Kong, informa “Fides”, sono gestiti dalla Chiesa cattolica o protestante; secondo l’Annuario della Chiesa cattolica di Hong Kong, nell’ex colonia inglese vi sono in totale 323 scuole cattoliche, con circa 290 mila iscritti. Gli studenti cattolici sono 19 mila.