DEBITO ESTERO: MORO (CAMPAGNA ECCLESIALE), “IL REGOLAMENTO RIDUCE LA NOVITÀ DELLA LEGGE”

Il regolamento della legge che prevede l’abolizione del debito estero dell’Italia nei confronti di 22 Paesi è davvero un passo in avanti? Alla notizia della firma del regolamento attuativo da parte del ministro del tesoro Vincenzo Visco non sono poche le “preoccupazioni” da parte dell’economista Riccardo Moro, uno dei responsabili della Campagna ecclesiale italiana per la riduzione del debito estero: “Non abbiamo ancora visto il regolamento: finché non è pubblicato sulla Gazzetta ufficiale non possiamo dare commenti ufficiali. Però, ad una prima impressione, sembra ridurre la dimensione innovativa della legge approvata lo scorso mese di luglio”. In particolare, osserva Moro, “ci preoccupa l’intenzione di far precedere qualunque tipo di cancellazione italiana ad un accordo già avvenuto in sede internazionale, mentre entrambi i rami del Parlamento avevano espresso la chiara volontà di non attendere le cancellazioni avvenute a livello internazionale”. “Nessuno pretende che l’Italia faccia fughe in avanti sconclusionate – precisa -, cancellando debiti senza confrontarsi con gli altri Paesi creditori, però la lettera e lo spirito della legge prevedevano la possibilità, per il governo italiano, di agire anche nel momento in cui l’iniziativa internazionale andasse a rilento. Questo serviva anche ad avere uno strumento per assumere l’iniziativa politica a livello internazionale”. Viceversa, “imporre al governo italiano di firmare cancellazioni solo una volta avvenuto l’accordo di cancellazione a livello internazionale impedisce all’Italia questo ruolo originale, quasi obbligandola a rinunciare ad assumere una leadership di altro profilo. Così viene meno uno degli elementi veramente innovativi della legge”. La ripercussione più concreta, secondo Moro, potrebbe essere che “se la legge italiana dice di cancellare il debito entro 3 anni ma l’iniziativa internazionale sarà più lenta dei 3 anni… tutto sarà vanificato”.