ACLI: FINANZIARIA, SCARSI I FONDI PER L'”ALFABETIZZAZIONE INFORMATICA”

“Non serve regalare computer, è urgente dare buone opportunità di formazione sia di base, sia specialistica per formare quelle figure professionali che le aziende non riescono più a trovare sul mercato”. E’ quanto si legge in una nota delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani), che getta l’allarme sulla scarsità di risorse messe a disposizione dalla legge finanziaria per l'”alfabetizzazione informatica” e la formazione dei giovani in questo campo. “Con soli 50 miliardi per l’alfabetizzazione informatica dei giovani e dei docenti stanziati nella legge finanziari – dichiara il presidente delle Acli, Luigi Bobba – anziché con il 10% di quanto ricavato dalla vendita delle licenze Umts (oltre 25 mila miliardi), come avevamo più volte richiesto, si può fare qualcosa ma certamente non si può far fronte a quella che è una vera e propria emergenza. Se non si semina (con la formazione), non si raccoglie (sviluppo e occupazione). In particolare, sostengono le Acli citando un recente studio della Microsoft, “non serve a niente strapparsi le vesti perché non si riesce a soddisfare la richiesta delle aziende informatiche che hanno bisogno quest’anno di 130 mila persone, di cui circa 60 mila esperti in Internet”. Diplomati e laureati, si legge infatti nella nota, “non hanno le competenze necessarie che la formazione professionale potrebbe fornire. Nel settore informatico ci sarà perciò un ‘mancato mercato’ di circa 17 mila miliardi, pari allo 0,8% del Pil”. Un’altra richiesta delle Acli, già avanzata al governo D’Alema, è quella di “uno sconto fiscale da 1 a 6 milioni – a seconda del reddito – per tutti coloro, specialmente giovani, che accederanno ad iniziative di formazione professionale. Siamo convinti – si legge nella nota – che migliorare le capacità professionali del ‘capitale umano’ favorisce lo sviluppo dell’occupazione e rende l’economia del Paese più competitiva”. ” “” “