GUERRA NEL GOLFO: R.CANTINI, “POPOLAZIONE IRACHENA UNICA VITTIMA DELL’EMBARGO”

“La grande vittima dell’embargo è la popolazione irachena soprattutto quella che appartiene al ceto più povero… L’embargo in atto suona come una condanna indefinita di un popolo intero chiamato arbitrariamente a pagare un prezzo sempre più alto per le colpe vere o presunte del suo dittatore”. Lo afferma, in una nota che apparirà domani sul Sir, Romanello Cantini, esperto di politica internazionale, nel ricordo del 16 gennaio di dieci anni fa, data di inizio della guerra contro l’Iraq che aveva invaso il Kuwait.” “”All’Iraq sconfitto – ricorda l’esperto – furono poste condizioni durissime fra cui quella di un embargo totale, dopo il 1991, e l’obbligo di accettare nel proprio territorio degli ispettori che dovevano verificare l’esistenza di eventuali depositi di armi chimiche o nucleari”. Un embargo totale, afferma Cantini, “secondo molti, contrario addirittura alla carta delle Nazioni Unite” e “che viola la quarta convenzione di Ginevra del 1949 che proibisce la interruzione di rifornimenti alimentari e sanitari alla popolazione civile”. La riduzione dell’embargo, nel novembre 1996, con il programma “Oil for food” (petrolio in cambio di cibo) ha permesso all’Iraq di vendere petrolio per due miliardi di dollari ogni sei mesi e acquistare beni essenziali per la sopravvivenza della popolazione. “Tuttavia – prosegue Cantini – la commissione Onu per le sanzioni ha tenuto spesso una posizione ostruzionistica sugli acquisti bloccando gran parte dei contratti per il rifornimento di energia elettrica e per la distribuzione di acqua potabile”. Attualmente “il 25% degli iracheni soffre la fame e di indigenza cronica, disgregazione familiare, descolarizzazione, mendicità, prostituzione forzata, emigrazione dei cervelli e una radicalizzazione politica dei giovani che considera persino Saddam Hussein troppo moderato”. Una situazione di blocco anche politico con “una divaricazione fra i governi degli Usa e della Gran Bretagna favorevoli all’embargo finché non cadrà Saddam Hussein e i governi di Francia, Germania, Italia, oltre che di Russia e Cina, disposti alla fine dell’embargo subito appena siano state poste e rispettate da Saddam precise ed essenziali condizioni”. ” “” “” “